Renzi ripete la ricetta: “Rinnovare i vertici Pd, se perdo torno a fare sindaco”

Pubblicato il 9 settembre 2012 19:30 | Ultimo aggiornamento: 9 settembre 2012 19:34

Matteo Renzi (LaPresse)

CASTROVILLARI  – Rinnovare la classe dirigente e farsi da parte in caso di sconfitta. Mentre il segretario Pier Luigi Bersani chiude la festa a Reggio Emilia il suo rivale alle primarie e sindaco di Firenze Matteo Renzi ribadisce la sua ricetta da Castrovillari (Cosenza).

Secondo Renzi  ”c’è bisogno di un ricambio della classe dirigente. Rottamazione – ha aggiunto – non significa fare a meno degli ‘anziani’ ma significa affermare il principio che se sei stato 15-20 anni in parlamento quello che dovevi fare lo hai già fatto e quindi devi abbandonare il posto”.

”I partiti – ha detto Renzi – hanno cambiato tanti loghi ma non hanno cambiato le loro leadership. I giovani ora devono prendere il coraggio di parlare con un linguaggio della franchezza perche’ loro sono il futuro”.

”Io – ha aggiunto il sindaco di Firenze – le elezioni le voglio vincere. Un sindaco può parlare con i fatti a differenza di coloro che per venti anni sono stati rinchiusi nei palazzi romani. Se vinciamo le primarie cambieremo l’Italia. Se le perdo non accetterò nessun accordo ma resterò  a fare il sindaco e non sarò candidato al parlamento. Giovedì partirò da Verona con un Tour che corprirà tutte le province italiane”.

Almeno su di una cosa Renzi e Bersani sono d’accordo: nessuno dei due vede lo spazio per un Monti Bis o un nuovo governo tecnico. ”Credo – ha  detto il sindaco – che il futuro sarà di chi avrà, tra i politici, delle idee da offrire al Paese. Idee che incontrino le speranze dei cittadini. Bene i tecnici perché hanno ridato credibilità, sicurezza e prestigio all’Italia però adesso i politici devono fare il loro mestiere, devono lavorare e raccontare una Italia credibile”.

Infine anche una frecciata a Nichi Vendola:  ”Gode della mia stima anche quando fa errori come in passato. Vendola – ha aggiunto – non dimentichi che fu uno degli artefici della caduta del governo Prodi. Prima di dare lezioni agli altri, deve pensare a quello che ha fatto lui nel passato. Comunque sono disponibile ad avere con lui un confronto su idee e programmi”.