Matteo Renzi: “Senato, non temo voto in aula. Nessuna manovra a fine anno”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 Luglio 2014 21:17 | Ultimo aggiornamento: 10 Luglio 2014 21:17
Matteo Renzi: "Senato, non temo voto in aula. Nessuna manovra a fine anno"

Matteo Renzi (LaPresse)

ROMA – Conferenza stampa fiume del premier Matteo Renzi a Palazzo Chigi dopo l’ok in Commissione al Senato della Riforma del Senato. L’ex sindaco di Firenze spiega che questa riforma è “straordinariamente importante per la vita del paese” e aggiunge di essere rimasto stupito dai tempi di approvazione: “Non stiamo facendo le corse: stiamo approvando gli atti in tempi regolari. E’ che dopo esserci abituati a una politica al ralenti, i primi a essere stupiti siamo noi”.

L’ex sindaco di Firenze ha proseguito dicendo che finalmente in Italia “cadono i tabù”. “Stiamo dando un grande segnale di cambiamento – ha proseguito – Anche tabù come il bicameralismo perfetto possono cadere. La vita per i cittadini sarà più facile. Chi parla di autoritarismo legislativo mi fa sorridere. Stiamo facendo la rivoluzione del buon senso”.

A chi gli chiede se abbia paura del voto in Senato in Presidente del Consiglio risponde “no, anzi segnalo che tutte le previsione dei gufi non si sono avverate. La stragrande maggioranza delle forze politiche sostiene questo provvedimento”.

“Il consiglio dei ministri ha approvato la legge del terzo settore, stabilizzazione del 5 per mille, servizio civile e la riforma del codice civile”, ha annunciato ancora Renzi, che si è soffermato sulla nuova pubblica amministrazione in Italia. “La Pa dovrà pubblicare tutto online e andrà a casa del cittadino, non il cittadino da lei. E’ una rivoluzione copernicana”.

Renzi ha spiegato che è stato approvato anche il decreto Ilva, con cui si dà via libera al prestito per l’azienda siderurgica in commissariamento straordinario: “Il ministro Guidi e Galletti lo presenteranno nei prossimi giorni, è in una forma diversa da quella letta sui giornali. Contiene la riorganizzazione dei tempi ambientali e la questione del prestito ponte. Non ci sono sdoppiamenti commissariali, come ho sentito. Ritengo non abbia senso avere più commissari”. Renzi, nella sua conferenza spiega ancora che “Alessandra Poggiani sarà direttore generale dell’Agenzia per il Digitale” e sempre con riferimento alla riforma della pubblicazione, aggiunge di non temere il fronte dei sindacati: “Non abbiamo paura di dimezzare il monte ore dei permessi sindacali”, ha puntualizzato, con riferimento alle polemiche recenti da parte delle categorie di settore. “Stiamo attuando percorso di riforme così radicale e significativo al Senato che figuriamoci se abbiamo paura. Se non hanno il 50% dei permessi in meno nessuno soffrirà. Nessuno vuole punire sindacati”.

Sul lavoro, Renzi dichiara che “la crisi c’è, ma solo nel solo mese di maggio ci sono stati 54mila posti di lavoro in più. Purtroppo – ha proseguito – è un dato che non viene messo in considerazione. L’Italia può essere il locomotore per la ripresa dell’Europa”.

Alla domanda sulle voci di una nuova manovra a fine anno, Renzi risponde semplicemente “no”. Per quanto riguarda invece il problema delle centinaia di decreti attuativi mai effettivamente entrati in vigore, il premier ha detto: “Da un’analisi dettagliata ci sono 752 leggi da disciplinare: 286 di Monti, 304 di Letta e 162 nostre. Sui decreti attuativi si è deciso che ad inizio di ogni cdm il ministro dell’attuazione del programma individuerà nome e cognome del ministro responsabile. E’ inutile fare leggi se non si applicano, è allucinante”.

Parentesi Alitalia. Per il premier, quanto accaduto alla compagnia di bandiera “è’ il fallimento di una certa classe dirigente. L’offerta di Etihad è molto buona, Alitalia così potrà avere un grande futuro oltre a un grande passato, c’è uno spazio di crescita enorme. Ma occorrerà che tutti facciano dei sacrifici”, ha sentenziato il premier facendo riferimento agli esuberi che a quanto pare saranno almeno 2mila, “altrimenti Alitalia chiude. Ci vuole senso di responsabilità”.

Infine, Renzi ha detto di non avere programmi estivi: “Da qui al 31 agosto starò chiuso nel Palazzo perché l’intenzione è quella di lavorare alla macchina“, ha sottolineato Renzi. “Sarà ufficializzata la squadra di Palazzo Chigi, perché in quattro mesi ci siamo concentrati soprattutto nelle riforme”.