Matteo Renzi: “Tutto il Sud è in mano nostra. Scuola? Ho i voti ma discutiamo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 giugno 2015 22:32 | Ultimo aggiornamento: 8 giugno 2015 23:29
Matteo Renzi: "Tutto il Sud è in mano nostra. Destra, Landini e M5S innocui"

Matteo Renzi

ROMA – “Abbiamo il governo di 17 Regioni su 20, difficile far capire all’estero che si pensa di aver perso…”. Il premier Matteo Renzi, ha aperto nella serata di lunedì la direzione Pd sulle elezioni regionali, mentre fuori al Nazareno un gruppo di insegnanti protestava contro la riforma della scuola. E a loro Renzi ha detto di avere i numeri ma di essere pronto a discutere ancora prima di andare avanti con la riforma:

Prendiamoci altri 15 giorni. Ma allora facciamo assemblee in tutti i circoli del Pd, entriamo nel merito.  La riforma della scuola la facciamo per i ragazzi e non per assumere 200mila persone, per i ragazzi e non come ammortizzatore. Non accetto idea che stiamo distruggendo scuola pubblica quando abbiamo messo più soldi di tutti. E’ la cosa più preziosa che abbiamo”. 

Renzi ha lanciato frecciate a destra e a sinistra e ha respinto le accuse di chi ha visto nell’esito del voto amministrativo un risultato preoccupante per il Pd: “Ora tutto il Sud è nelle nostre mani“.

E sul caso Campania e il contestato candidato Pd, “De Luca ha davanti delle sfide da far tremare i polsi”. Ma avverte anche: “Non esiste più il voto di rendita. Abbiamo perso luoghi simbolo”, dice citando ad esempio la sconfitta di Prato sei anni fa e la perdita di altri luoghi-roccaforte della sinistra italiana. “Molti campanelli d’allarme arrivano da queste elezioni”.

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“A livello nazionale c’è uno scenario suggestivo con tre opposizioni”. Tre sono le opposizioni: destra, sinistra di Landini e M5s. Innanzitutto la destra, che, spiega il leader Pd alla direzione del partito, “c’è ed è ancora viva, anche se in una fase di discussione interna, in Liguria Toti ci ha preso voti al centro, ma non trova un punto di equilibrio”.

La destra appare “guidata numericamente e nei contenuti da un leghismo di ritorno che non ha casa in Europa ma molta casa tra gli italiani”. Che “sferra un attacco sul tema dell’immigrazione ma che ha tentato di sfondare sul tema dell’economia e non ce l’ha fatta, respinti con perdite” dagli imprenditori perché sono contro l’euro e usano parole come “chiusura”, sono non credibili” anche di fronte all’Europa. E allora “usano la carta della paura”, ad esempio contro gli immigrati.

Un altro attacco lo riserva al fronte sinistro, al movimento di Landini, la coalizione sociale, “destinata ad essere sconfitta” perché “sta più in televisione che sui luoghi di lavoro” e usa totem idelogici : “Vede in Marchionne il male assoluto”.

Per quanto riguarda il campo del M5S, Renzi cita il tema del reddito di cittadinanza, una “misura sbagliata e il Pd ha commesso un errore a non contrastare Beppe Grillo su questo punto durante la campagna elettorale. Il reddito di cittadinanza non è una misura universale contro la povertà. Loro (m5s, ndr) sostengono che un cittadino che ha compiuto 18  anni deve avere un tot di soldi da parte”. “Una misura – ha aggiunto – che dà un messaggio diseducativo, dobbiamo provvedere a chi non ce la fa, ma dare il messaggio ‘non ti preoccupare, io ti stipendio’, è un errore. Avere consentito a Grillo di fare campagna elettorale con questo messaggio, anziché dire ‘questo è assistenzialismo’, è stato un errore da parte mia e da parte nostra“.

Alla minoranza interna Renzi dice: “Il tema non può essere che si seguono i diktat, né della maggioranza, né della minoranza, né della minoranza della minora. Abbiamo scelto un percorso da fare, sui temi di merito si discute”, ha detto rivolgendosi a Roberto Speranza. “Chi ha votato contro la fiducia non mi può fare la ramanzina il giorno dopo”.