Matteo Renzi: “Ue covo burocrati, detto loro non io”. Fuori contestato (foto)

di redazione Blitz
Pubblicato il 6 novembre 2014 17:18 | Ultimo aggiornamento: 6 novembre 2014 17:20

VIMERCATE (MONZA)  – ”Non ho mai detto che la commissione Ue è un covo di burocrati, ma ora che l’hanno detto loro la cosa mi fa pensare”. Così il premier Matteo Renzi, in visita alla nuova sede di Alcatel-Lucent a Vimercate, smorza la polemica nata nei giorni scorsi con Jean Claude Juncker, che lo aveva freddato: “Non sono il presidente di una banda di burocrati”. 

O almeno ci prova, prima precisando che: ”Non abbiamo voglia di fare polemica con i vertici europei”. Per poi invitarli, più o meno negli stessi termini, a “liberare le risorse” per gli investimenti in innovazione “dal computo del patto di stabilità, se non vogliono chiudersi nel recinto dorato nella burocrazia“. Se non è covo, è recinto dorato.

Dalla Silicon Valley italiana, il premier commenta così i dati Ocse:

“I dati Ocse che dicono che l’Eurozona è il problema dell’economia mondiale, sono molto tristi da un lato e incoraggianti dall’altro perché dimostrano che se l’Eurozona cambia, può tornare a crescere anche l’economia mondiale. Perciò in Italia stiamo facendo una battaglia perché l’Europa cambi”.

Poi è tornato a battere il chiodo su Twitter:

“Dicono a Bruxelles di non essere burocrati? Liberino dal Patto le risorse per innovazione, banda larga e tecnologia. Non si taglia sul #futuro”.

Accolto da una contestazione dei sindacati, Renzi è passato da un’entrata laterale, mentre le auto del suo staff, arrivate davanti all’ingresso principale, sono state fatte oggetto di un lancio di uova da parte dei manifestanti in attesa.

Ai lavoratori dell’Alcatel ha parlato di un luogo che racconta “tante storie” e ha aggiunto qualche personaggio in più alla sua personale storia fatta di gufi, calabroni e burocrati:

“La storia italiana è piena di gente che ha innovato. L’Italia è piena di gente che dice “non ce la farete mai”. Non parlo della solita storia del gufo, ma della storia del calabrone che non dovrebbe volare eppure vola e ogni tanto punge anche, e fa male”.

(Foto Ansa)