Matteo Renzi visita il cantiere di Expo: “L’economia riparte”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 Marzo 2015 10:49 | Ultimo aggiornamento: 14 Marzo 2015 10:55
Matteo Renzi visita il cantiere di Expo 2015 (foto Ansa)

Matteo Renzi visita il cantiere di Expo 2015 (foto Ansa)

MILANO –  “Un anno fa – scrive Matteo Renzi su Facebook parlando dell’Expo – ci suggerivano di starne fuori, di non salvare la manifestazione, di non metterci la faccia. Con un intervento deciso abbiamo fatto pulizia e rilanciato la manifestazione. Adesso manca ultimo sforzo: facciamo vedere al mondo cosa è capace di fare l’Italia”

Il premier ieri ha visitato i cantieri dell’Expo a Milano. Questa è la “più grande scommessa” che il Paese sta facendo ha detto Matteo Renzi. Non solo una “fiera”, ma l’Expo è una “strepitosa occasione”, la possibilità di presentarsi al mondo come “una terra che non ha solo un passato ma anche un futuro”.

E un futuro, il presidente del Consiglio l’ha promesso anche ai 5mila operai che, per terminare in tempo la costruzione della cittadella dell’Esposizione  –  “una cattedrale laica”  – , stanno lavorando sette giorni su sette 20 ore su 24, a ciclo continuo in alcuni punti .”Abbiamo venduto 3 milioni di biglietti in Italia, ne venderemo più di 10 alla fine”.

Nei sei mesi di manifestazione, ha detto il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, “possiamo invertire la rotta e cambiare la condizione del Paese. Expo è il motore che permetterà al Paese di accelerare i consumi interni ed è il trampolino per la crescita del nostro Pil”. Ma per la prima volta si avvertono segnali di disgelo anche altrove.

A rilanciare l’ottimismo per l’economia italiana ci sono poi i dati arrivati dal workshop European house Ambrosetti di Cernobbio. Un sondaggio sullo scenario dell’economia e della finanza. Il 46,2% prevede di chiudere l’anno con una crescita inferiore al 10 per cento, ma c’è anche un 21,7% che punta su un risultato superiore. Dunque oltre due terzi prevedono maggiori affari. Sul fronte lavoro, più della metà degli imprenditori, il 51,5%, intende assumere: di questi, il 33,7 immagina un aumento di organico inferiore al 10 per cento, ma il 17,8 alza ulteriormente l’asticella. Un capitolo è riservato alle preoccupazioni: il 31,3% teme l’impatto negativo della deflazione europea sul proprio business.