Matteo Salvini: “Noi al governo solo se potremo attuare il nostro programma”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 marzo 2018 15:30 | Ultimo aggiornamento: 13 marzo 2018 15:30
Matteo Salvini: "Noi al governo solo se potremo attuare il nostro programma"

Matteo Salvini: “Noi al governo solo se potremo attuare il nostro programma”

ROMA – “Più del rapporto deficit/Pil al 3%, più che i numeri e lo spread, noi guardiamo ai bimbi che nascono. Il mio obiettivo è che l’Italia torni a scommettere sul futuro e a far nascere dei bambini”. Quanto al 3%, “se siamo in grado di rispettarlo, bene, ma se dovremo ignorarlo per fare il bene della nostra gente, lo faremo senza particolare preoccupazione”. Lo ha detto il leader della Lega e candidato premier del centrodestra, Matteo Salvini, durante una conferenza stampa al Parlamento europeo, a Strasburgo.

“Il 3% – ha osservato – fa parte delle regole europee scritte a tavolino che se fanno star meglio i cittadini siamo contenti di rispettare, ma se nel nome di quei vincoli dobbiamo licenziare, chiudere e precarizzare, no. Se saremo in grado di rispettarlo, sarò contento, ma se devo trovare nell’arco dei prossimi due anni 31 miliardi di euro per evitare l’aumento dell’Iva, delle tasse e delle accise, perché qualcuno ha deciso così, è evidente che l’ultima cosa che farò al governo sarà aumentare Iva, tasse e accise. Contratteremo con Bruxelles – ha spiegato – un modo sereno e reciprocamente utile per l’Italia di stare nell’Unione e per l’Unione di rispettare le esigenze dell’Italia”.

“Governeremo – ha aggiunto Salvini -, se siamo in condizione di governare e attuare il nostro programma: mandare in pensione gli italiani quando lo meritano, restituire un lavoro vero ai giovani, ritornare a controllare i confini, che non è un diritto ma un dovere per uno Stato sovrano; e poi contrattare con l’Unione europea dei diritti che sono stati negati ai popoli europei in questi anni e che i cittadini, quando votano, chiedono che siano loro restituiti, e soprattutto il diritto alla speranza. Le politiche europee degli ultimi anni – ha ricordato il leader del centrodestra – hanno rubato il diritto al futuro e alla speranza. Non so in altri paesi, ma in Italia l’anno scorso c’è stato – ha sottolineato – il dato più preoccupante dal punto di vista economico e sociale: il numero di bambini nati. Sono nati 464.000 bambini, è il dato peggiore degli ultimi 150 anni. Questo – ha concluso il leader della Lega – è il dato economico su cui un governo Salvini si vorrà far valutare, più del rapporto deficit/Pil al 3%”.

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