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Matteo Salvini: “In Italia usano le sentenze per fermare le idee, in Spagna i manganelli” AUDIO

 Matteo Salvini e Berlusconi (Ansa)

Matteo Salvini e Berlusconi (Ansa)

ROMA – Matteo Salvini è intervenuto ai microfoni di ECG, il programma condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio su Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano. Il leade leghista ha parlato del dramma di Las Vegas:

“E’ difficile fare una valutazione a migliaia di chilometri di distanza. E’ una carneficina impressionante. Credere alla rivendicazione dell’Isis o non crederci non saprei, non ho gli elementi. Certo che uno con quell’arsenale che entra in una camera d’albergo dimostra che qualcosa nella sicurezza non torna. Al di là dei proclami l’occidente non è ancora entrato nell’ottica delle idee che qualcuno ci ha dichiarato guerra, e quando sei in guerra non puoi permetterti errori di questo genere”.

SA proposito del rapporto con Berlusconi:

“Non c’è una sfida tra di noi. L’unica sfida che ho lanciato ormai da tempo è a Renzi, cui da anni chiedo un confronto pubblico, mentre lui scappa. All’interno del centrodestra non ci sono sfide, ci deve essere un accordo su un programma comune e poi una competizione interna su chi prende un voto in più, per esprimere il presidente del consiglio. Ma la sfida è ai Renzi, ai Di Maio, agli Alfano, alle Boldrini. Non nel centrodestra”.

Su Barcellona e il referendum catalano:

“Mi dicono che sono estremista, populista, xenofobo e pericoloso e poi l’Europa bella e democratica del Partito Popolare manda la polizia a manganellare gli anziani a Barcellona. C’è qualcosa che non funziona. Io non sto con i violenti, se qualcuno reprime con la violenza, con i proiettili di gomma, con i manganelli, una libertà di scelta io non sto da quella parte. Poi col governo catalano si può essere o meno d’accordo. In Italia abbiamo fatto una scelta diversa, più lunga, più faticosa, più rispettosa delle regole, ma detto questo la cosa più assurda e idiota da fare è reprimere un referendum nel sangue. Voglio vedere se qui a Strasburgo qualcuno avrà la dignità tra oggi e domani di chiedere scusa per delle scene che hanno fatto il giro del mondo e che mi hanno vergognare di far parte di questo parlamento europeo e di questa comunità violenta. L’unione europea dei belli, dei democratici, dei popolari, pronta a tirare le orecchie a tutti, ora tace davanti a 700 feriti. 700 feriti nemmeno nelle repressioni sovietiche li abbiamo mai visti. Il silenzio dei vertici europei su quanto fatto dal governo spagnolo è imbarazzante”.

Sui sindacati:

“Che negli ultimi anni siano stati uno dei principali problemi dei lavoratori italiani è lì da vedere. Che il sistema sindacale, ma anche il sistema delle cooperative, vada completamente controllato, verificato e rivisto è fuori discussione”.

Sulle armi:

“Una delle nostre priorità sarà una legge seria sulla legittima difesa. Non sogno sessanta milioni di pistoleri in Italia, ma chi è in grado di poterlo fare, ha la testa e la fedina penale per poterlo fare deve potersi difendere in caso di aggressione”.

Sui fondi bloccati:

“Ci hanno sequestrato tutti i contributi che i cittadini ci hanno dato. E’ una vergogna. La procura di Genova ha dichiarato guerra alla Lega e alla democrazia. In Spagna usano i manganelli per cercare di bloccare le persone, qui usano le sentenze. Abbiamo le tasche completamente vuote, ma abbiamo idee e andiamo avanti. Questa è una sentenza alla spagnola. Il dissenso si può reprimere o con i manganelli e i proiettili di gomma o con le sentenze della magistratura”.

Sul Milan:

“Abbiamo fatto tre sconfitte clamorose, saranno contenti i tifosi di Lazio e Milan. Per il momento siamo una squadra imbarazzante. Ancellotti? Prende 12 milioni di euro netti l’anno, non penso che la nuova proprietà abbia altre decine di milioni di euro da spendere per cambiare la panchina. Non mi piace come Montella sta facendo giocare il Milan, non c’è gioco, non c’è un’idea di squadra. Mi fido di Fassone e quindi lascio a lui le scelte. Da troppo tempo non abbiamo un’idea di gioco. Puoi perdere con la Roma, puoi perdere con la Lazio, puoi perdere con la Sampdoria, ma giocando a pallone e tirando in porta. Quello che manca al Milan non sono le vittorie, è un’idea di gioco. E’ come l’Italia di Renzi che va avanti a bonus. Se non c’è un’idea complessiva una squadra o un Paese non vanno lontano”.

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