Matteo Salvini agli Interni, saranno ministri Massolo agli Esteri, Bonafede alla Giustizia, e poi Giorgetti, Centinaio…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 maggio 2018 10:57 | Ultimo aggiornamento: 17 maggio 2018 21:21
Matteo Salvini agli Interni, saranno ministri Massolo agli Esteri, Bonafede alla Giustizia, e poi Giorgetti, Centinaio...

Matteo Salvini agli Interni, saranno ministri Massolo agli Esteri, Bonafede alla Giustizia, e poi Giorgetti, Centinaio…

ROMA – Chiuso il problema del cosa, e cioè il contratto di governo, M5S e Lega sarebbero in procinto di risolvere il problema del chi, ovvero dei nomi che comporranno la squadra da presentare al presidente della Repubblica. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,Ladyblitz – Apps on Google Play] Gli ultimi sviluppi danno per raggiunto un accordo di massima per Di Maio premier.

Salvini sarebbe disposto a cedere la leadership per motivi politici e strategici: in palio c’è l’ambito Ministero degli Interni (e la delega ai servizi segreti) da dove guidare con mani libere la tolleranza zero sugli immigrati (forzando in nome dell’accordo le eventuali resistenze di Mattarella) e al tempo stesso ritagliarsi un ruolo meno esposto in un governo a rischio e dal quale potrebbe essere utile in qualsiasi momento ritrarsi se le cose si mettessero male.

LEGGI QUI la bozza del contratto di giovedì 17 maggio.

La trattativa sui nomi non è comunque solo una partita a due: il presidente della Repubblica ha già fatto capire esplicitamente che almeno sui dicasteri chiave come Economia e Esteri farà valere le sue prerogative riservandosi l’ultima parola. In lizza dunque personalità esterne e di riconosciuta competenza, aliene da avventurismi sovranisti o no-euro: per questo Giampiero Massolo, ex ambasciatore alla guida di Fincantieri, è il nome che più è tornato a circolare proprio per gli Esteri, dopo che una sua candidatura a premier era stata caldeggiata soprattutto dalla Lega quando ancora si pensava a un premierato neutrale, terzo.

La Lega si riterrebbe soddisfatta anche con Giorgetti  vice di Di Maio come sottosegretario alla presidenza del Consiglio, oppure affidandogli un altro dicastero economico come lo Sviluppo o le Infrastrutture. Anche quello dell’Agricoltura fa parte delle mire leghiste per controllare un presidio del “made in Italy”. I 5 Stelle prenotano invece il Ministero della Giustizia, Alfonso Bonafede è quello con più chance.

Il governo — snello, si è detto nei giorni scorsi— potrebbe contare anche su Vincenzo Spadafora, non amato da tutti nei 5 Stelle: di lui si era parlato come sottosegretario alla Presidenza ed è una pedina che potrebbe essere giocata. Nella composizione del governo, la Cultura potrebbe essere scorporata dal Turismo: per il primo, è in corso il capogruppo leghista al Senato Gianmarco Centinaio; per il secondo, il 5 Stelle Matteo Fantinati. Tra le donne, non molto numerose tra le candidate, si fanno i nomi delle leghiste Lucia Borgonzoniper l’Ambiente e di Simona Bordonali. (Alessandro Trocino, Corriere della Sera)