Matteo Salvini, bufera per il libro-intervista con la casa editrice di CasaPound

di Daniela Lauria
Pubblicato il 30 Aprile 2019 22:01 | Ultimo aggiornamento: 30 Aprile 2019 22:13
Matteo Salvini, bufera per il libro-intervista con la casa editrice di CasaPound

Matteo Salvini, bufera per il libro-intervista con la casa editrice di CasaPound

ROMA – Si intitola “Io sono Matteo Salvini – Intervista allo specchio”, il libro della giornalista Chiara Giannini prossimamente in libreria. Ma a suscitare polemica non è il suo contenuto, bensì la casa editrice: Altaforte Edizioni, vicina a CasaPound. Tanto basta a scatenare indignazione da parte del Pd, specie dopo il caso del consigliere viterbese di CasaPound arrestato per violenza sessuale.

Era il 20 luglio scorso, quando sulla sua pagina Facebook, il gruppo di estrema destra presentava così la suddetta casa editrice: “Altaforte Edizioni è una nuova casa editrice che, su iniziativa della società editrice de Il Primato Nazionale, vuole essere il punto di riferimento per la diffusione di una cultura identitaria e non allineata”. Anche il nome scelto nasce da un verso di Ezra Pound.

Nel catalogo figurano libri come “Il cinema tedesco del Terzo Reich – Leni Riefenstahl”, “Diario di uno squadrista toscano”. “Ezra Pound e la musica”; fumetti come “Benito Mussolini – La mia guerra”, “Sergio Ramelli”, “Nietzsche”, “Il rogo di Primavalle”. 

“Matteo Salvini – attacca Roberto Morassut del Pd- ha varcato il limite. Il ministro degli Interni della Repubblica Italiana pubblica un libro autobiografico con una casa editrice legata a Casapound, organizzazione dichiaratamente neofascista. Basta con le ambiguità. Basta con i trucchi. Salvini ha giurato sulla Costituzione nata dalla Resistenza. Se non vuole rispettarla sia coerente e si dimetta e faccia la sua battaglia revisionista a viso aperto, così vediamo se la vince”.

Massimiliano Smeriglio, vicepresidente Regione Lazio, parla di “scelta politica chiara e, al tempo stesso, allucinante. Il ministro dell’Interno, d’accordo con l’intervistatrice, poteva scegliere qualsiasi altra grande casa editrice, ma ha scelto quella di Casapound: una collocazione culturale e politica netta”.

Per Emanuele Fiano è una “provocazione. Sarà meglio che gli italiani si sveglino tutti: c’è un’indifferenza diffusa e pericolosissima verso lo sdoganamento di tutte le forme possibili di apologia di fascismo e di insulto alla nostra storia”.

Dall’ufficio stampa del ministro però si limitano a far notare che “Salvini non ha scritto alcun libro (ha semplicemente rilasciato una lunga intervista alla giornalista Chiara Giannini) e non ha firmato contratti o accordi con la casa editrice indipendente liberamente scelta dall’autrice”. Altaforte presenta il libro – dal costo di 17 euro, prefazione di Maurizio Belpietro – come “cento domande all’uomo più discusso d’Europa. Perché l’Italia non è la Polonia, l’Ungheria o la Repubblica Ceca. L’Italia è uno dei paesi fondatori della Unione Europea e il suo terzo contribuente. Cento risposte per raccontare quanto di sé stesso informa la propria azione di governo”.

Tra i promotori della casa editrice anche Francesco Polacchi, che ha lanciato la linea d’abbigliamento Pivert, anch’essa associata a CasaPound. E in passato ha suscitato polemiche una foto di Salvini allo stadio con indosso proprio un giubbotto col brand “destrorso”. (Fonte: Ansa)