Matteo Salvini: “Spostiamo qualche ministero da Roma, a Napoli o Bari”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 marzo 2018 12:05 | Ultimo aggiornamento: 26 marzo 2018 12:05
Matteo Salvini: "Spostiamo qualche ministero da Roma, a Napoli o Bari"

Matteo Salvini: “Spostiamo qualche ministero da Roma, a Napoli o Bari”

ROMA – Intervistato dal Messaggero dopo l’accordo con Di Maio con cui si sono assegnate con grande celerità le presidenze delle Camere e in vista di un’intesa più ampia (e più difficile) per la formazione di un nuovo governo, Matteo Salvini ha esposto i primi punti qualificanti del suo programma a partire da un nuovo status per Roma Capitale.

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In sostanza l’idea di Salvini, forte del consenso ottenuto (è il più votato del centrodestra nella ex Roma ladrona), è quella di un sistema federale e presidenzialistico, dove Roma dovrebbe avere più poteri nel momento in cui i territori contano di più (“penso alle autonomie di Lombardia e Veneto”) e contestualmente potrebbe veder ridimensionata la presenza dei ministeri (“le Infrastrutture per esempio potrebbero andare a Napoli o Bari“), incontrando peraltro il favore degli stessi romani. Per quanto riguarda la flat tax, l’auspicio di Salvini è quello di un sud come il Portogallo, capace di attrarre, grazie all’area di tassazione agevolata, investitori e pensionati.

“Dico che il centrodestra è compatto e resterà compatto anche in seguito. E che il premier spetta al centrodestra”, è il punto fermo del segretario leghista Matteo Salvini che – in un’intervista pubblicata da Messaggero, Mattino e Gazzettino – precisa quale sarà lo schema che proporrà al Colle: “Si parte dal programma del centrodestra, ma non potendo governare da soli, perché al momento non abbiamo numeri sufficienti, siamo disposti ad ampliare e a modificare il nostro programma, tutelandone la coerenza. Non sono uno che s’impunta”.

“Bisogna mettersi al tavolo con tutti, e certamente anche con M5S”, aggiunge. Con Di Maio, precisa, “abbiamo lavorato insieme, perché venissero eletti alle presidenze”, “quella del governo è un’altra partita”, “non abbiamo mai parlato di governo, e adesso cominceremo a farlo”. L’Italia va ricucita, dice, e “la Lega sta lavorando a questa ricucitura, fin dal momento in cui sono diventato segretario. Nel centrodestra, il partito più votato a Roma e nel centro Italia è il nostro. E questo è indicativo di un messaggio che è stato capito. E’ fatto di autonomie e federalismo, con un ruolo forte per Roma”.

Parlando del Mezzogiorno, sottolinea che “la tassa unica al 15 per cento è richiesta ovunque da tanti imprenditori, ma gli effetti più forti li avrebbe al Sud, sul turismo, sull’agricoltura. E tante aziende anche straniere, con una tassazione ridotta, potrebbero andare in questa parte d’Italia. Con i 5 stelle, proprio sul Sud ci dovremo chiarire bene”, “non servono regalie ma garanzie che permettono di rientrare nel mondo del lavoro. Più assistenza, ben finalizzata, occorre nel Mezzogiorno e non assistenzialismo”.