Matto Salvini: “A me andrebbe bene un terzo nome”

di Ama La Sunta
Pubblicato il 19 aprile 2018 15:03 | Ultimo aggiornamento: 19 aprile 2018 15:03
Matto Salvini: "A me andrebbe bene un terzo nome"

Matto Salvini: “A me andrebbe bene un terzo nome”

ROMA – Il segretario della Lega Matteo Salvini, intervistato da Repubblica Tv, apre ad un presidente del Consiglio diverso da lui e Luigi Di Maio per uscire dallo stallo. “A me andrebbe bene. Un terzo nome condiviso da centrodestra e Movimento cinque stelle, ma non un tecnico, abbiamo già dato con Monti”.

Salvini però è scettico: “Prima di fare fantasia sul terzo nome, occorre che gli altri dicano: “A me andrebbe bene un terzo nome”. Di Maio ha sempre detto fino a oggi, ‘io non mi schiodo, io non mi muovo, o governo io o non si fa niente’. E’ inutile fare ipotesi se il secondo arrivato dice no, tocca a me”.

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Il leader leghista quindi conferma che l’apertura deve arrivare dal M5s: “Alla presidente Casellati ripeteremo con coerenza quel che abbiamo detto fin dal primo giorno, i primi e i secondi più votati alle elezioni, senza veti e senza capricci, lavorino a un programma e comincino a governare. Da tempo invece – prosegue Salvini – i Cinque stelle dicono no no no, se c’è Berlusconi non ci siamo noi, e poi Di Maio deve fare il premier e poi comunque decidiamo noi chi c’è e chi non c’è. Se i Cinque stelle continuano con la cocciutaggine e con l’arroganza non se ne esce, magari preferiscono cambiare l’Italia con Renzi e con la Boschi, mi sembra uno strano modo di cambiare l’Italia“.

Il candidato premier del centrodestra poi respinge l’ipotesi di un appoggio esterno di Forza Italia, che i grillini potrebbero accettare: “E’ strano che i secondi arrivati impongano le regole del gioco ai più votati dagli italiani, ci siamo presentati come centrodestra con un programma comune, candidati comuni eletti con i voti di tutti e poi, siccome Di Maio non gradisce questo modello di democrazia, cambiamo quello che abbiamo chiesto agli italiani? No”. Infine il governo del presidente, che Mattarella potrebbe proporre in assenza di altre strade: “Un governo del presidente per fare cosa? – risponde Salvini – Con che programma? Con quali tempi? Un governo giusto per dire che ce lo abbiamo, non e’ un governo che ha l’appoggio della Lega”.

Battibecco via social poi tra Carlo Calenda e Matteo Salvini. Il ministro dello Sviluppo economico, infatti, commenta via twitter un post su facebook del leader della Lega che questa mattina ha incontrato i lavoratori di Auchan a Catania che rischiano di perdere il posto. “Incontro a Catania con i 108 lavoratori Auchan che rischiano il posto. Questa è la realtà, questa è la vita vera”, scrive Salvini su Fb. “Comune e Regione collaborino con l’azienda per garantire a tutti un futuro. I dirigenti mi hanno espresso ottimismo, ma io vigilerò, e se serve torno! Prima il lavoro, prima gli italiani”, conclude. “Sono d’accordo”, è la risposta del ministro: “Prima gli italiani e prima il lavoro. E per tutelarli serve lavorare seriamente e con competenza. Non – sottolinea – lanciare slogan e fare promesse vaghe”. Poi ironizza: Vigilerò!? Come con Embraco, Ideal Standard e Aferpi? Speriamo di no”.

Maroni, tifo Salvini premier ma soluzione non c’è. “Tifo per SALVINI premier perchè faccia tutto quanto ha promesso in campagna elettorale a partire dall’abolizione della legge Fornero. Valutato quello che sta succedendo e valutati i veti incrociati, ritengo che una soluzione si poteva trovare ma non si è voluta trovare”. Lo ha detto l’ex governatore lombardo Roberto Maroni, oggi al Palazzo di Giustizia di Milano per assistere all’arringa del suo difensore al processo in cui è imputato per presunte pressioni per far ottenere un viaggio a Tokyo e un lavoro a sue due collaboratrici ai tempi del suo mandato al Viminale. Maroni, che non ha voluto parlare del processo, ha aggiunto di augurarsi che “i 5 stelle superino i veti incrociati e che l’incarico venga dato a Salvini”. Maroni però, pur ritenendo che un governo “da qui a ottobre lo si trova”, ha ribadito che “la prospettiva più conveniente è andare a elezioni anticipate con una nuova legge elettorale con premio di maggioranza e doppio turno, così i due giovani leader andrebbero uno al governo e l’altro all’opposizione”.