Maurizio Gasparri: “Forza Italia troppo collaborativa con Renzi, perde consensi”

Pubblicato il 8 novembre 2014 11:45 | Ultimo aggiornamento: 8 novembre 2014 11:45
Maurizio Gasparri: "Forza Italia troppo collaborativa con Renzi, perde consensi"

Maurizio Gasparri: “Forza Italia troppo collaborativa con Renzi, perde consensi”

ROMA – Maurizio Gasparri crede nella forza di Forza Italia:

“Il coltello dalla parte del manico ce l’ha Forza Italia!”

Tommaso Ciriaco, che lo ha intervistato per Repubblica, non nasconde la sua perplessità: il partito traballa paurosamente, eppure il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri la vede così. Gli chiede: ne è certo? Intendete sfilarvi dal patto sulle riforme? Replica Gasparri:

“Il patto è l’Italicum. È Renzi che vuole cambiare, ma non può farlo senza il nostro consenso. Lo capisco, è preso dall’euforia. Sogna il partito della nazione. Secondo me vuole le elezioni. Ma lo sa, vero, che le riforme costituzionali sono state approvate in prima lettura con il voto decisivo di Forza Italia?”.

Tommaso Ciriaco osserva che ora Renzi potrebbe rivolgersi ai 5Stelle.

“Si accomodi! Con Crimi, che è schifato dal Pd? Oppure magari il premier può rivolgersi ai fuoriusciti…possono dare vita al governo Renzi-Orellana… Lo fece D’Alema, ma quanto durò? Oppure Prodi. O anche noi. E abbiamo perso”.

Domanda: non volete il premio alla lista?

“Nel mondo ideale sarei per il modello Usa. Per questo sono rimasto in FI e non sono andato in altri partitini. Però non ha senso, per FI, rinunciare alla Lega, che oggi ha l’8%”.

Berlusconi la pensa così?

“È un percorso difficilissimo, ma credo che la pensi così”.

Se invece Berlusconi decidesse di cedere a Renzi per non perdere centralità,

“in Parlamento diventerebbe complicato. Ci sarebbe un dibattito, diciamo, acceso. Produrrebbe problemi interni e lacerazioni. Lo dico razionalmente, non è che devo prendere il posto di Berlusconi o tentare scalate!”.

È vero che Romani vuole il posto di ambasciatore del Nazareno, oggi ricoperto da Verdini?

“Non credo, mi sembra un’esagerazione. Verdini l’altro giorno era anche lui a Palazzo Chigi, mi sembrava un segnale evidente. Poi, certo, c’è un dibattito sulla strategia. Verdini è più per la real politik, pensa che altrimenti rischiamo il doppio forno. Io invece al doppio forno non credo. E penso anzi che i nostri elettori non capiscano il nostro essere troppo collaborativi. Così perdiamo consensi”.