Maurizio Lupi: “Ancora 2 o 3 giorni per salvare il governo”

di redazione Blitz
Pubblicato il 30 settembre 2013 9:55 | Ultimo aggiornamento: 30 settembre 2013 9:55
Maurizio Lupi: "Ancora 2 o 3 giorni per salvare il governo"

Maurizio Lupi (Foto Lapresse)

ROMA – Salvare il governo Letta si può: “Abbiamo ancora due-tre giorni di tempo per usare la forza delle nostre proposte e continuare a far lavorare questo governo con un rinnovato programma”. Lo ha detto al Corriere della Sera Maurizio Lupi che, pur avendo firmato la lettera di dimissioni da ministro, pensa ”sia giusto e doveroso dire che la strada che abbiamo imboccata è sbagliata”. Come lui, tutti e cinque i ministri Pdl hanno obbedito al diktat delle dimissioni di Silvio Berlusconi, ma si dissociano dalle derive estremiste del partito che hanno provocato un accelerazione della crisi.

”Siamo stati nominati dal presidente Berlusconi in un governo politico per un momento eccezionale e se il nostro leader ci chiede di dimetterci, serietà ci impone di farlo”. Tuttavia, aggiunge, è la strada sbagliata ”perché così non si fa il bene del Paese. Proprio perché siamo leali e non fedeli al presidente Berlusconi, alla sua storia, ai suoi ideali e valori, dobbiamo denunciare con forza i rischi che stiamo correndo. In questo momento stiamo rilanciando Forza Italia: un partito nato perché voleva bene al suo Paese, perché voleva aprirsi alla società civile e mettere l’interesse della nazione davanti a tutto”.

Lupi intravede però il rischio che ”Forza Italia diventi un partito estremista, che urla, strepita, insulta le istituzioni e mette in secondo piano il bene del Paese”. ”Il gesto delle nostre dimissioni può essere una grande opportunità per chiarirci all’interno del partito – spiega. – Sono stati convocati i gruppi parlamentari e decideremo con i gruppi e con il presidente Berlusconi la linea che Forza Italia dovrà tenere”.

”Forza Italia è parte della mia storia e ci sono convintamente. Ma lavoriamo perché Forza Italia possa essere il movimento che in futuro vorrà rappresentare la grande area dei moderati guidata da Silvio Berlusconi”. ”Il problema sono i cattivi consiglieri che stanno intorno al presidente, che sono estremisti e non rappresentano l’identità di Forza Italia”.