Maurizio Lupi, Luigi Zanda: “Ci si può far da parte anche senza essere indagati”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Marzo 2015 15:11 | Ultimo aggiornamento: 18 Marzo 2015 15:11
Maurizio Lupi, Luigi Zanda: "Ci si può far da parte anche senza essere indagati"

Luigi Zanda (Foto Lapresse)

ROMA – “A volte in politica per le dimissioni è sufficiente una responsabilità oggettiva. Ci si può far da parte anche senza essere indagati”: il presidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda, entra nel merito dell’inchiesta che ha coinvolto il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi (che però non è indagato) e, a nome del Pd, dice:

“Da parte nostra c`è una sollecitazione molto forte alla chiarezza e alla trasparenza. Abbiamo chiesto al ministro Lupi di riferire subito in Parlamento, una richiesta che viene sia dal nostro gruppo che dall’opposizione”.

Intervistato dal Messaggero, Zanda ha parlato di come andrebbe affrontata la corruzione secondo lui:

 “Va affrontata in due modi: con la repressione e con la prevenzione. Riguardo la prima, giovedì (domani, ndr) l’Aula del Senato inizierà l’esame del disegno di legge che prevede severe misure, il falso bilancio tornerà ad essere reato, si allungheranno i tempi di prescrizione. Sulla prevenzione c’è un discorso da mettere ancora bene a fuoco iniziando dalla legge obiettivo che va cambiata nella sua logica”. Si tratta di una delle prime leggi “approvate dal governo Berlusconi nel 2001. Essa produce un allungamento dei tempi e una riduzione della qualità dei risultati. Concentra nelle mani del costruttore sia la progettazione che la direzione dei lavori. Così il progetto può facilmente essere piegato alle esigenze industriali e finanziarie dell’impresa appaltatrice. È un modello che facilita le deviazioni. Occorre cambiare la legge e – insiste Zanda – ricostruire i corpi tecnici PUBBLICI. Penso AI primi decenni del dopo-guerra, alla ricostruzione del Paese. All’epoca esisteva una rete qualificata costituita dai provveditorati del Genio civile che controllavano ogni opera pubblica”.

“L’Italia ha avuto per moltissimi anni un grande Consiglio superiore dei lavori pubblici, un organo pubblico tecnico che ha rappresentato per un lungo periodo un forte controllo. Oggi non so… Anche questo è segno della decadenza dello Stato“.

Zanda denuncia di vedere

“sempre più spesso una connessione malata tra pezzi dell’alta burocrazia e pezzi dell’imprenditoria. Ma la politica è doppiamente responsabile, sia penalmente che politicamente. Dovrebbe avere l’obiettivo di combattere la corruzione”