Maurizio Lupi, dimissioni: “Sta valutando” (Delrio). Mozione sfiducia Sel-M5S

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 Marzo 2015 17:33 | Ultimo aggiornamento: 17 Marzo 2015 18:58
Maurizio Lupi. Mozione sfiducia Sel-M5S. Grillo: "Restituisca i soldi"

Maurizio Lupi. Mozione sfiducia Sel-M5S. Grillo: “Restituisca i soldi”Maurizio Lupi. Mozione sfiducia Sel-M5S. Grillo: “Restituisca i soldi”

ROMA – Maurizio Lupi: mozione sfiducia Sel-M5S. Il ministro Maurizio Lupi starebbe valutando la possibilità di dimettersi. Intanto le opposizioni si mobilitano: M5S ha accettato di firmare la mozione congiunta proposta da Sel (proposta “a tutte le opposizioni, ad aree del Pd e anche ad altre aree”) di sfiducia contro il ministro.

La riflessione del ministro è stata confermata dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio: “Lupi non è indagato, i fatti non sono tutti a nostra conoscenza. E’ chiaro che ci sono valutazioni politiche che si faranno ma ci vuole un po’ più di contezza delle carte. Poi c’è una decisione che spetta al singolo e credo che sia in corso una valutazione da parte del ministro”.

Nel frattempo dovrà riferire giovedì prossimo in Senato sulla vicenda che lo riguarda nell’ambito dell’inchiesta sulle tangenti: la sua presenza è stata disposta dalla conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama.

La mozione di sfiducia. Il documento di M5s e Sel sottolinea “la vicinanza, nonché dipendenza del Ministro delle infrastrutture dall’Ingegner Incalza“, confermata dal fatto che, “in occasione della risposta al question time alla Camera dei Deputati il 02/07/2014, Lupi ha replicato difendendo strenuamente l’operato e la persone dell’Ingegner Incalza”.

Inoltre dall’indagine “emergerebbe l’interessamento da parte di uno dei quattro arrestati, l’imprenditore Stefano Perotti, nei confronti di uno stretto congiunto del ministro delle infrastrutture”.

“L’attuale impianto normativo che disciplina il settore delle grandi opere – proseguono Sel e M5s – e il quantum degli investimenti a loro afferenti necessitano di una gestione limpida e trasparente che non possa lasciare alcun dubbio circa la massima correttezza delle istituzioni che lo gestiscono. Obiettivamente tale regola di buon senso appare essere messa in discussione dalle notizie apprese sulla stampa”.

“A prescindere da eventuali responsabilità penali – si legge ancora nella mozione di sfiducia –  che, ove rilevate, saranno perseguite nelle sedi opportune, i fatti indicati minano in maniera evidente la credibilità del ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, pongono un grave pregiudizio sulle sue capacità di svolgere liberamente le funzioni a cui è chiamato nonché sull’opportunità della sua permanenza a ricoprire una carica di primo piano e di piena rappresentanza politica, in particolare in un ruolo così rilevante, delicato ed esposto a fenomeni corruttivi”.

Il Governo. Nel Pd, il presidente Matteo Orfini ha parlato di “aspetti inquietanti”, invitando il ministro Lupi a chiarire. Nel Governo c’è una posizione di prudenza e di attesa: sui quotidiani viene descritto l’imbarazzo del presidente del Consiglio Matteo Renzi (“E’ un problema”) e il suo tentativo di qualche mese fa di avocare proprio alla presidenza del Consiglio la Commissione del Ministero guidata da Incalza poi finita nella bufera giudiziaria.

Il post di Grillo. “Al Lupi! Al Lupi!”. Il governo è uno zoo. Se fuori ci sono i gufi e per tacitare in aula l’opposizione del M5S si usano i canguri, talvolta in formato maxi, non vanno trascurati Lupi, il figlio/a di Fantozzi e la giovane marmotta Renzie che piuttosto che fare un decreto legge contro la corruzione sacrificherebbe la sua mano come Muzio Scevola. Combattere la corruzione non è nelle sue corde. Preferisce dedicarsi alle “riforme” per disintegrare Costituzione e Parlamento.

Quanto ci costa la corruzione? La stima supera tranquillamente i 100 miliardi di euro. E questi chiedono sacrifici agli italiani che attraverso le tasse e i costi maggiorati dei servizi pubblici la pagano? La risposta all’interrogazione M5S a Lupi di luglio su Incalza è emblematica, è stata scritta dal suo avvocato! Non un ministro, ma un difensore d’ufficio. Lupi deve dare spiegazioni, dimettersi e restituirci fino all’ultimo centesimo tutti i quattrini che si è beccato come ministro delle Infrastrutture. Li metteremo nel fondo per il microcredito alle aziende dove vengono versati gli stipendi tagliati dei portavoce M5S in Parlamento.