Maurizio Venafro, capo gabinetto di Zingaretti: “Io indagato. Ergo mi dimetto”

di redazione Blitz
Pubblicato il 24 Marzo 2015 18:41 | Ultimo aggiornamento: 25 Marzo 2015 1:05
Maurizio Venafro, capo gabinetto di Zingaretti: "Io indagato. Ergo mi dimetto"

Nicola Zingaretti e Maurizio Venafro

ROMA – “Sono indagato, ergo mi dimetto”. Così Maurizio Venafro, capo di gabinetto della Regione Lazio, lascia l’incarico dopo aver appreso di essere finito nel mirino dei pm della Procura di Roma in merito a “un’inchiesta relativa ad una gara d’appalto della Regione”. Il fascicolo, scrive Repubblica, sarebbe lo stesso di Mafia Capitale. Nella lettera di dimissioni “unilaterali e irrevocabili”, presentata al governatore Nicola Zingareti, Venafro sottolinea di essere già “comparso spontaneamente davanti ai pm, ai quali – scrive – ho fornito tutti i chiarimenti”.

“Alcuni giorni orsono – si legge nella lettera di congedo – dopo aver appreso di essere formalmente indagato nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Roma in merito ad una gara d’appalto della Regione Lazio, sono comparso spontaneamente davanti ai Pubblici Ministeri che conducono l’indagine; ho fornito tutti i chiarimenti che mi sono stati richiesti ed ho dato ampia e utile collaborazione per una corretta ricostruzione dei fatti.

Devo necessariamente prendere atto che la normale tempistica d’indagine, al netto di ogni retorico richiamo ad un’auspicabile rapidità, impone ai magistrati inquirenti di svolgere, con la necessaria attenzione, tutti i dovuti e complessi accertamenti; ciò è però (purtroppo) incompatibile con i tempi della politica, dell’informazione e, infine ma non per ultimo, con quelli della mia personale dignità.

Non intendo finché la mia posizione non sarà chiarita e chiusa con l’inevitabile archiviazione, conseguente alla mia estraneità ad ogni ipotesi d’accusa, parlare pubblicamente dell’indagine, dei fatti e delle ragioni che depongono per l’assoluta correttezza e trasparenza del mio operato. Il mio gesto è assunto, quindi, per permettere alla politica ed alla magistratura di fare il proprio lavoro senza condizionamenti reciproci, ed anzi in uno spirito di collaborazione che deve unire tutte le energie positive del nostro Paese”.

Venafro, nella missiva, sottolinea inoltre,

“l’immenso lavoro di profonda riforma dell’organizzazione regionale portata avanti da me e da tutti noi fin dalle prime ore successive al nostro insediamento due anni fa” e la necessità di “proseguire l’opera di cambiamento radicale senza indugi od imbarazzi”.

“Devi andare avanti, dovete andare avanti – conclude Venafro rivolgendosi a Zingaretti – tu e la Giunta, senza indugio perché i cittadini del Lazio e non solo hanno bisogno di tutte le vostre energie e la vostra determinazione Io vi seguirò con affetto e vicinanza e tiferò per il cambiamento che tu hai annunciato e che, insieme, abbiamo cominciato. A presto per una nuova avventura”.

Zingaretti, dal canto suo, incassa il colpo e ringrazia il suo ormai ex capo di gabinetto per la responsabilità del gesto. Questa la sua risposta:

 “Caro Maurizio, in questi anni ti ho voluto accanto a me perché conosco le tue capacità, la tua onestà e trasparenza. Con le tue parole e scelte, ti fai carico di un atto di grande responsabilità, non dovuto, di cui ti ringrazio; questo conferma ancora una volta la tua profonda sensibilità e il tuo rispetto nei confronti delle istituzioni che hai sempre servito con rigore, dedizione e intelligenza.

A testimoniarlo – scrive ancora Zingaretti – non ci sono solo io ma le migliaia di persone che in questi anni hanno avuto modo di conoscerti e apprezzare la tua professionalità e serietà. Il coinvolgimento in un indagine non può essere considerato in alcun modo come una condanna e non prevede alcun automatismo per chi ha cariche pubbliche e non ho dubbio alcuno che il proseguo delle indagini dimostrerà la tua totale estraneità ad ogni addebito e la correttezza delle tue azioni. Questo dà ancora più dignità al tuo atto.

Del resto- conclude – sei stato in questi anni tra i principali e assoluti protagonisti di una stagione di rinnovamento amministrativo per riaffermare la legalità e la centralità del bene comune contro il prevalere di interessi di parte e gruppi di potere e di questo, anche in questo momento di grande dolore per me, torno a ringraziarti”.