Mdp fa il filo a M5S: voti a Ostia oggi, voto a Di Maio premier domani?

di Lucio Fero
Pubblicato il 10 novembre 2017 14:14 | Ultimo aggiornamento: 10 novembre 2017 14:14
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Mdp fa il filo a M5S: voti a Ostia oggi, voto a Di Maio premier domani?

ROMA – Mdp fa il filo a M5S. Se tre indizi fanno una prova, degli occhi politicamente dolci di Mdp a M5S ce ne sono ben più di tre. Mdp, cioè Bersani, D’Alema e compagni ritengono di poter fare o almeno tentar di fare con Grillo, Di Maio, Di Battista e pentastellati vari quello che ritengono impossibile e disdicevole fare o tentare di fare con Renzi, Boschi; Minniti, Gentiloni: collaborare, cercare accordi, trovare intese limitate sì ma anche di governo. Chissà quando a Mdp parlano di centro sinistra da ricostruire e di Ulivo da rifondare quale parte assegnino a M5S nel progetto: secondo Bersani Grillo è il centro o la sinistra?

Mdp comunque fa il filo a M5S. Ad Ostia l’indicazione di voto Mdp per il ballottaggio è per la candidata grillina.

In Parlamento c’è intesa per votare insieme emendamento per il ripristino dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.

In Sicilia Mdp e M5S hanno felicemente constatato la vicinanza di parte consistente dei reciproci elettorati e soprattutto l’alto tasso di disponibilità a trasferirsi da un’opzione di voto all’altra. Insomma i potenziali elettori di Mdp e Sinistra Italiana non fanno nessuna fatica a votare M5S. Si è visto in Sicilia e si era visto alla grande nel voto per Raggi sindaca di Roma. Sempre in Sicilia candidato Fava di Mdp e candidato Cancelleri di M5S si sono rispettati e mai verbalmente reciprocamente contestati.

E ci si spinge dunque più in là, Alfredo D’Attorre di Mdp ha cominciato, riporta La Stampa, a vagliare l’ipotesi, sondare il terreno per il domani, il domani post elettorale non troppo lontano. E se M5S vince e se va al governo M5S, Mdp che fa? Ci stanno pensando dalle parti di Bersani, D’Alema, D’Attorre e compagni. E stanno pensando che insomma, quasi quasi…Fanno girare l’ipotesi di intese di programma. Restando fuori da un eventuale governo grillino, ma votandolo questo governo a guida M5S su appunto punti di programma. Una volta si sarebbe detto appoggio esterno. Esterno sì, ma sempre appoggio.

Singolare circostanza: di un appoggio esterno su punti di programma ad un eventuale governo M5S era fino a pochi giorni fa accreditata e tentata la Lega. Poi pare che dalle parti di Salvini abbiano annusato vittoria con Berlusconi e Meloni e allora immaginino la loro Lega dentro il governo e non fuori ad appoggiare. E allora il ruolo passerebbe a Mdp. Il “soccorso rosso” parlamentare a Di Maio, la sinistra che si vuole unica e vera sinistra a dialogo e sostegno del più coerente e determinato movimento populista, anti parlamentare, anti Stato d’Europa. Ci stanno pensando e, passato lo stupore iniziale nell’apprenderlo, pensandoci un po’ sopra, passa lo stupore.

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