Mibac in rosso, allarme del ministro Bray: “Ho trovato 40 milioni di bollette”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 Giugno 2013 10:19 | Ultimo aggiornamento: 26 Giugno 2013 10:20
Mibac in rosso, allarme ministro Bray: "Ho trovato 40 milioni di vecchie bollette"

Mibac in rosso, allarme ministro Bray: “Ho trovato 40 milioni di vecchie bollette” (Foto Lapresse)

ROMA – “Mai più il Colosseo chiuso”, auspica il ministro Massimo Bray che ha convocato le sigle sindacali per l’8 luglio. Dopo che giovedì scorso, migliaia di turisti si sono visti sbarrare l’ingresso all’Anfiteatro Flavio, il Mibac ha sbloccato i fondi per i pagamenti degli straordinari arretrati. Ma al ministero i conti sono in rosso da parecchio: il ministro Bray spiega di aver trovato “40 milioni di bollette non pagate” ma è convinto che cultura e turismo siano le leve strategiche per la ripresa economica del Paese.

Rinunciare alla cultura sarebbe un grave danno all’immagine del nostro Paese, ha ripetuto il Collegio Romano che in una nota precisa: “Il ministro ha acquisito i pareri definitivi e favorevoli della Funzione pubblica e della Ragioneria generale dello Stato per la ripartizione del fondo unico amministrazione 2013. Questo consentirà di pagare le retribuzioni straordinarie arretrate da gennaio ad oggi, causa di agitazioni sindacali degli ultimi giorni. Sono quindi sbloccati i fondi accessori per il personale del ministero che consente le aperture dei luoghi della cultura: archivi, biblioteche ed aree archeologiche di tutt’Italia, compreso il Colosseo“.

La questione Colosseo sembra dunque volgere a soluzione, anche se i sindacati restano in stato di agitazione. Ma l’Italia deve capire che ”cultura e turismo, sono straordinarie leve per la ripresa economica e per il lavoro”, è stato l’appello del ministro che torna a battere sul tasto delle risorse. Bray denuncia: ”Quando sono arrivato al Mibac ho trovato 8mila bollette non pagate per un totale di 40 milioni di euro. Se non diamo nemmeno la luce e il riscaldamento a questo ministero come pensiamo di andare avanti?”. Mentre ricorda le tante emergenze che si trova ad affrontare, in prima fila il Maggio Fiorentino: ”Se non troviamo un provvedimento adeguato entro una settimana rischiamo la chiusura della fondazione”. E in grave crisi, sottolinea, ”ci sono almeno 11 delle 14 fondazioni liriche, una situazione che si trascina dal 1996”.

Bray parla alla presentazione di un libro di Pietro Folena dedicato a ‘Il potere dell’arte’ (intervista di Maria Grazia Filippi, datanews editore) e cita le sofferenze economiche del ministero anche per rispondere alla presidente di Confcultura Patrizia Asproni che, intervenuta prima di lui, si era detta certa che le risorse per il settore ”ci sono, anche se spesso spese male e non individuate”.

Il ministro elenca i tagli subiti dal Mibac,  da quello del”del 47%” ai fondi per le emergenze (”Voglio vedere se domani cade qualcosa a Pompei se qualcuno ha il coraggio di dirmi qualcosa. Come si fa a intervenire se non ci sono risorse?”) al blocco delle assunzioni imposto dalla spending review, ostacolo anche alla risoluzione dei problemi di custodia e alle proteste dei dipendenti scoppiate al Colosseo e negli altri monumenti.

Certo, aggiunge, i soldi non sono l’unico problema:”Urge una riforma della pubblica amministrazione e anche di questo ministero, che e’ praticamente impossibile da governare, potrei fare per questo decine di esempi”. E serve investire sull’innovazione ”perché in Italia c’è un gap di innovazione incredibile”. Tutti temi, ricorda Bray, toccati nell’incontro di qualche giorno fa con il presidente del consiglio Letta: ”Da lui ho avuto l’impegno ad un segno forte per il settore, ai primi di luglio, con le linee politiche del governo per la cultura e alcune grandi emergenze”.