Michaela Biancofiore diceva: “Sono kamikaze imbottita di tritolo berlusconiano”

di redazione Blitz
Pubblicato il 7 ottobre 2013 10:06 | Ultimo aggiornamento: 7 ottobre 2013 10:06
Michaela Biancofiore diceva: "Sono kamikaze imbottita di tritolo berlusconiano"

Michaela Biancofiore (Foto Lapresse)

ROMA – Michaela Biancofiore, pasionaria del Pdl, berlusconiana di ferro, teorica e promotrice delle dimissioni di massa, si è risvegliata unica silurata del governo Letta all’indomani dello scontro sulla fiducia. Enrico Letta glielo ha comunicato in diretta tv: non è più sottosegretario. E lei furiosa, ha gridato al “mobbing” politico. E pensare che in tempi non sospetti diceva: “Sono una kamikaze imbottita di tritolo berlusconiano”.

Intervistata da Fabrizio Roncone, per il Corriere della Sera, Biancofiore non ci sta a passare per “deficiente”,

Letta forse pensa che io sia una deficiente... Dev’esserne convinto, perché se no, scusi, che razza di balla racconta? Tutti i ministri e i sottosegretari, come hanno scritto i giornali, le dimissioni non hanno dovute ritirarle per la semplice ragione che lui, Letta, non le aveva mai neppure volute vedere. Punto. Ma di cosa parliamo?”

Biancofiore, che non è ancora riuscita a parlare con Berlusconi “perché era occupato”, giustifica così il silenzio del segretario, Angelino Alfano

Il silenzio di Alfano conferma la mia tesi: quella di Letta non è formalità burocratica pelosa, è puro mobbing politico condiviso con il segretario del Pdl

La pasionaria Pdl è convinta di essere vittima di un’operazione di epurazione dei falchi dal partito. Ma dal Pdl nessuna risposta: neanche una nota di solidarietà. In una domenica affollata da decine di comunicati dei parlamentari “azzurri”, si ricordano di lei solo le colleghe Gabriella Giammanco, Deborah Bergamini (“Gesto molto ingiusto”), Renata Polverini. Poi un assordante silenzio.

Roncone infine ricorda di quando la Biancofiore fu già sollevata dalla delega alle pari opportunità a 48 ore dall’assegnazione, per alcune sue esternazioni anti-gay. E passa in rassegna un campionario di frasi memorabili che hanno costellato la carriera politica dell’ex sottosegretario:

“Benedetto XVI? Meglio Berlusconi, che non ha mollato”.

“Se quella di Berlusconi è stata tentata corruzione, quella di Monti è stata riuscita estorsione”.

“Mussolini? Un grande uomo della storia”.

“Il Pdl è così forte che potremmo tranquillamente candidare anche una capra”.

“La Sicilia si salva solo se mandiamo giù un po’ di amministratori altoatesini”.

“Crisi economica? A Roma c’è gente che prende il cappuccino alle 10”.

“Berlusconi lo farei patrimonio dell’Unesco”.

“Da ragazza mi piacevano i cattivi. Subivo il fascino dei personaggi più scorretti e crudeli dei romanzi e degli attori con il viso da canaglia”.