Michaela Biancofiore, unica silurata del governo Letta. “Nemmeno una telefonata”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 ottobre 2013 12:48 | Ultimo aggiornamento: 6 ottobre 2013 13:59
Michaela Biancofiore, unica silurata del governo Letta. "Dimissioni? Accettate"

Michaela Biancofiore (Foto LaPresse)

ROMA – Raccontiamo lo strano caso di Michaela Biancofiore: l’unica “trombata” del governo Letta. Lei, sottosegretario alla pubblica amministrazione, è stata l’unica tra i sottosegretari, insieme a Simona Vicari, la scorsa settimana, a rassegnare le sue dimissioni dal governo Letta su indicazione di Berlusconi. Proprio come hanno fatto tutti i ministri del Pdl. Peccato che le sue siano le uniche accettate dal premier. Che, tra le altre cose, ha comunicato la decisione in tv, su Sky.

E lei, che fino a poche ore prima, alla notizia trapelata dell’accettazione delle sue dimissioni, andava dicendo: “Non ho ricevuto alcuna comunicazione in merito”, ora è andata su tutte le furie.

Ha acceso come tutti Sky, e ha sentito Letta pronunciare le fatidiche parole: “Ho accettato le dimissioni del sottosegretario Biancofiore perché dopo che i ministri le avevano ritirate lei le ha mantenute. Quindi le ho accettate per far capire che sono cambiate le cose”.

Sono furibonda – sbotta lei – a me nessuno ha comunicato alcunché. Certo, questi non brillano per cortesia ed educazione, ma almeno una telefonata potevano farmela”.

Poi chiede l’intervento di Alfano: “Apprendo ancora una volta da un mezzo di informazione nazionale che ha intervistato il Premier Letta che le mie dimissioni sarebbero state accettate per una formalità. Posto che – come tutte le agenzie nazionali hanno battuto – i ministri non hanno ritirato le dimissioni ma sono state respinte dallo stesso Letta, cosa da lui confermata anche per i sottosegretari nel corso delle dichiarazioni sul voto di fiducia nell’aula della Camera dei Deputati, attendo intervento dal vice premier Alfano nonché segretario del mio partito, affinché renda noto se  trattasi di una epurazione frutto di una precisa scelta politica di mobbing che nulla ha a che vedere con tutta evidenza con l’unità del partito da più parti evocata. Confermo comunque che rilascerò ogni commento nel corso della conferenza stampa che intendo indire per martedì prossimo a Roma” .