Martone candidato “sfigato”: secondo nel concorso… a due

Pubblicato il 26 Gennaio 2012 16:39 | Ultimo aggiornamento: 26 Gennaio 2012 17:21

Michel Martone con l'ex ministro Brunetta, di cui era consulente (Lapresse)

ROMA – Anche il viceministro del Lavoro Michel Martone è stato un candidato sfigato: una volta nella vita è arrivato secondo… su due. A 23 anni è dottorando, a 26 ricercatore di ruolo, a 27 professore associato e a 29 professore ordinario: è un fulmine universitario Martone, che due giorni fa se ne è uscito con quella fresa “poco fortunata”: “Chi si laurea a 28 anni è uno sfigato”. Eppure lui sembrerebbe sempre aver primeggiato nella vita, concorsi vinti, primi posti nelle graduatorie universitarie, borsa di studio e così via. Sembrerebbe. Perchè almeno una volta nella vita Michel Martone è arrivato secondo. Secondo il ‘Secolo XIX’, nel concorso che l’ha giudicato idoneo a una cattedra di Diritto del lavoro nell’Università di Siena, Martone è arrivato al secondo posto, dopo Franca Borgogelli.

Ma attenzione: secondo il ‘Secolo XIX’ il suo posto in classifica è dovuto anche dal fatto che gli altri sei candidati si erano ritirati. E anche i giudizi sulla sua carriera accademica non erano esattamente entusiastici. Interpellati dal Secolo XIX infatti due membri della commissione che esaminarono Martone nel luglio del 2003 spiegano: “Bravo, ma poco esaustivo”. “In difficoltà a volte sulle questioni legate al lavoro”. E poi, si legge ancora sul ‘Secolo XIX’, l’altro commento: “Ragazzo prodigio? No no, un raccomandato spinto da tutti”.

Tutto parte quindi dal 7 luglio 2003, data in cui si riunisce la commissione per decidere sul lavoro di Martone. Nel verbale si legge:

La Commissione Giudicatrice della procedura di valutazione comparativa per il reclutamento di un Professore Ordinario del settore scientifico disciplinare IUS/07 della Facoltà di Economia “RICHARD M. GOODWIN” dell’Università degli Studi di Siena, bandita con D.R. n. 284 del 27 dicembre 2001, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 28 dell’11 gennaio 2002 costituita da:

Prof. Mattia Persiani Presidente

Prof. Roberto Pessi Membro

Prof. Franco Liso Membro

Prof. Marcello Pedrazzoli Membro

Prof. Silvana Sciarra Segretario

si è riunita nei seguenti giorni 29 gennaio e 7 luglio 2003 presso l’Istituto di Diritto Privato dell’Università di Roma “La Sapienza”

I candidati che hanno presentato domanda di partecipazione alla procedura sono:

– Giovanni ARRIGO

– Franca BORGOGELLI

– Gisella DE SIMONE

– Marco MARAZZA

– Michel MARTONE

– Rosario SANTUCCI

– Franco SCARPELLI

– Stefania SCARPONI

I candidati: Gianni ARRIGO, Gisella DE SIMONE, Marco MARAZZA, Franco SCARPELLI, Rosario SANTUCCI, Stefania SCARPONI in date diverse, hanno rinunciato a partecipare al concorso come riportato in allegato ai diversi verbali.

E se i posti sono due e i candidati pure, non è che ci sia molto da discutere. Ma quello che è interessante leggere, nel verbale, sono le motivazioni dei commissari che giudicano Martone. La professoressa Silvana Sciarra, ad esempio, non lesina giudizi negativi sul candidato:

In ‘Contratto di lavoro e beni immateriali’, Padova 2002 (indicato nell’elenco delle pubblicazioni con data 2001, corrispondente all’edizione provvisoria che qui viene presa in considerazione), l’autore si propone di spaziare dal classico tema delle invenzioni del lavoratore, al lavoro degli artisti interpreti, fino ad includere nella trattazione un capitolo finale dedicato al contratto di lavoro sportivo, scelta quest’ultima non del tutto condivisibile. Ne deriva una trattazione non sempre omogenea, pur nell’apprezzabile sforzo di garantire originalità e coerenza al lavoro monografico.

Uno dei cinque commissari di quel concorso, scrive il giornale genovese, ha accettato dietro anonimato di ricordare come andò quel concorso. E ha esordito con questa frase, secondo quanto riporta il quotidiano: “E’ un raccomandato di ferro iper-spinto da tutto il mondo”. L’insigne giuslavorista – così lo definisce il Secolo XIX – continua: “Non è il peggio che mi sia capitato, ma è un’esagerazione spingerlo così”.

Un ultimo particolare: Mattia Persiani, presidente della Commissione che l’ha giudicato, era il suo professore. Per questo, ha detto il sottosegretario recentemente, si è battuto per la sua idoneità.