Michele Emiliano fa politica ma è ancora magistrato: azione disciplinare Cassazione

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 Dicembre 2014 16:50 | Ultimo aggiornamento: 3 Dicembre 2014 16:51
Michele Emiliano fa politica ma è ancora magistrato: azione disciplinare Cassazione

Michele Emiliano fa politica ma è ancora magistrato: azione disciplinare Cassazione (foto Lapresse)

BARI – Michele Emiliano fa politica anche se è ancora magistrato: per questo la Corte di Cassazione ha fatto partire un’azione disciplinare contro l’ex sindaco di Bari, e prossimo candidato del centrosinistra alle elezioni regionali in Puglia. Il Procuratore generale della Cassazione Gianfranco Ciani ha avviato l’azione disciplinare nei confronti di Emiliano. La ragione è che da segretario regionale del Pd svolge attività politica, nonostante sia ancora un magistrato.

Emiliano è segretario del Pd dal febbraio di quest’anno. La ragione dell’iniziativa disciplinare sarebbe proprio nel fatto che da questo ruolo svolge con carattere di continuità attività politica. Una condotta che sarebbe incompatibile con il suo ruolo di magistrato. Ai magistrati non è consentita l’iscrizione ai partiti politici. E le limitazioni varrebbero anche per quelli che come Emiliano, sono fuori ruolo.

Questa la reazione di Emiliano:

“Per 11 anni nessuno mi ha mai contestato alcunché e per tale motivo ho ritenuto di non aver mai violato alcuna norma di legge: altrimenti il Csm e la Procura Generale della Cassazione avrebbero rilevato molto prima eventuali violazioni”.

Emiliano ha stravinto le primarie in Puglia per il candidato di coalizione: Emiliano ha distanziato tutti gli avversari in gara. L’ex sindaco di Bari ha totalizzato 76.930 voti (57,19%), mentre il parlamentare di Sel Dario Stefano ha preso 42.216 voti (31,37%) e Guglielmo Minervini 15.389 (11,44%). Un risultato significativo, specie alla luce del dato sull’affluenza, molto alta, che ha raggiunto 139.652 votanti.

Emiliano è stato sindaco di Bari per due legislature: quando si candidò la prima volta, nel 2004, era sostituto procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia, carica che ha mantenuto fino alla discesa in campo elettorale. Emiliano però non ha mai lasciato ufficialmente il ruolo in magistratura ma ha soltanto “congelato” la sua posizione.