Migranti, Andrea Cassani sindaco di Gallarate: “Majorino paghi biglietti del ritorno”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 marzo 2018 5:30 | Ultimo aggiornamento: 24 marzo 2018 1:14
Andrea Cassani, sindaco di Gallarate contro Majorino sui migranti

Migranti, Andrea Cassani sindaco di Gallarate: “Majorino paghi biglietti del ritorno”

ROMA – Andrea Cassani, il sindaco di Gallarate che paga i biglietti di ritorno ai migranti, lancia una dura replica all’assessore alle politiche di accoglienza di Milano Pierfrancesco Majorino: “Gli paghi anche il biglietto di ritorno, a Gallarate non c’è trippa per gatti”.

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Il sindaco di Gallarate è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano – Dentro la notizia”, condotta da Gianluca Fabi e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

In merito alle polemiche scaturite dalla sua iniziativa di pagare il biglietto del treno per Milano ad alcuni migranti esclusi dai programmi di accoglienza. “Queste persone, non avendo più diritto all’accoglienza, non hanno più un posto dove dormire e non hanno più il pocket money per mangiare –ha spiegato Cassani-. Un paio di loro se ne sono andati, mentre altri 12 hanno detto di voler andare a Milano ma non avevano soldi per arrivarci. Quello che ho provato a fare è stato contattare il centro di aiuto alla Stazione Centrale di Milano, ma non mi hanno risposto.

Quindi con la società che aveva gestito queste persone, abbiamo deciso di assecondare la loro volontà di andare a Milano pagando loro il biglietto del treno e dandogli un contributo per sfamarsi dato che non mangiavano dalla sera prima. Questo è quello che è successo. Sala e Majorino hanno capito male la questione perché Majorino invocava il diritto all’accoglienza, ma queste persone, a seguito di alcune risse negli anni passati, sono state escluse dal programma di accoglienza, quindi non hanno diritto a stare in un Cas.

E’ inutile che Majorino invochi l’intervento del prefetto, il problema è nazionale, è del ministro dell’interno e del governo che consentono che queste persone rimangano sul territorio nazionale senza un posto dove andare e nulla con cui sfamarsi. Come può pensare il governo che queste persone vivano nella legalità?”.

Riguardo le dichiarazioni dell’assessore alle politiche sociali del Comune di Milano Pierfrancesco Majorino (‘Ho la tentazione di pagare il biglietto a duemila profughi e mandarli a Gallarate’): “Noi abbiamo altri richiedenti asilo a Gallarate e ce ne sono molti anche nei comuni limitrofi –ha affermato Cassani-. Città grandi come Gallarate sono un catalizzatore per queste persone perché vedono nelle grosse città più occasioni, più possibilità e più persone con cui interfacciarsi. A maggior ragione una grossa città come Milano attira queste persone dalle periferie e dalla provincia.

Majorino può anche pensare di pagare il treno a duemila richiedenti asilo, quando questi verranno a Gallarate e vedranno che non c’è trippa per gatti, che non ci sono possibilità per loro perché non ci sono dormitori pubblici o altre strutture simili, torneranno sicuramente a Milano. Quindi dico a Majorino che se vuole fare un biglietto per queste persone, faccia anche quello di ritorno perché altrimenti torneranno sul treno senza neanche avere il titolo di viaggio. Voglio chiarire che io non ho spedito queste persone. Io, che sono uno che è contro questo business dell’accoglienza, ho fatto un’offerta a queste persone per consentirgli di andare dove volevano.

Non nego che il fatto che siano andate via da Gallarate mi faccia piacere perché queste persone negli ultimi mesi hanno causato diversi problemi con la cittadinanza e di ordine pubblico. Noi ci siamo levati un problema, loro sono contenti, è un rapporto win-win. Mi dispiace per Majorino, però lui dieci mesi fa si vantava di aver organizzato la più grande manifestazione di accoglienza d’Italia, la seconda in Europa dopo quella di Barcellona e adesso viene a fare questi discorsettini da leghistello dell’ultima ora. Capisco che magari, vedendo i risultati del 4 marzo, ha capito che la gente ne ha piene le scatole di questo tipo di atteggiamento, di queste persone che arrivano e hanno sempre la priorità rispetto agli italiani, però mi sembra un po’ ipocrita il suo modo di agire”.

Il supporto di Salvini. “E’ indubbio che quello che ha detto Salvini mi abbia fatto piacere –ha dichiarato Cassani-. Mi hanno fatto piacere anche tantissimi complimenti e apprezzamenti da parte della cittadinanza e di tante persone che non conosco neanche. Ho il profilo Facebook inondato di messaggi privati di gente di tutte le zone d’Italia che mi scrive: ‘Hai fatto bene’”.

Provvedimenti a livello nazionale: “Una delle prime cose da fare è quella di potenziare queste commissioni che valutano le richieste d’asilo –ha affermato Cassani-. Non è possibile che ci sia gente che sta in Italia per anni in attesa che qualcuno valuti se abbiano effettivamente i requisiti per restare. Se uno vuole venire in Italia a chiedere asilo deve restare in Italia una settimana, massimo un mese, durante il quale viene valutata la sua richiesta. Se non ha i requisiti deve essere subito rimpatriato, anche perché è vero che i costi di rimpatrio sono grandi e che servono accordi con i Paesi d’origine, però i costi della gestione ordinaria di questi centri di accoglienza, 35 euro al giorno per ognuno, sono una cifra spropositata, sono miliardi e miliardi di euro all’anno e quindi tanto vale spenderli per riportare legalità nelle nostre città, levando queste persone e riportandole nei loro Paesi”.

 

 

 

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