Migranti, Lamorgese alle Ong: coinvolgete i vostri stati di bandiera. Ma Ong non ci sentono

di Alberto Francavilla
Pubblicato il 31 Maggio 2021 9:28 | Ultimo aggiornamento: 31 Maggio 2021 9:28
Migranti, Lamorgese alle Ong: coinvolgete i vostri stati di bandiera. Ma Ong non ci sentono

Migranti, Lamorgese alle Ong: coinvolgete i vostri stati di bandiera. Ma Ong non ci sentono (Foto d’archivio Ansa)

Migranti, il ministro Lamorgese vede le ong per fare loro una proposta. Quella di coinvolgere gli Stati per cui battono bandiera. Cioè che le organizzazioni non governative facciano sbarcare (ogni tanto) i migranti che raccolgono in mare anche altrove, non solo in Italia. 

Ad esempio, se una ong batte bandiera spagnola (per dire) che li porti in Spagna. Mica sempre, alcune volte. Le Ong però non ci hanno voluto sentire e hanno detto che il salvataggio in mare non è negoziabile. Tradotto: noi li portiamo nel posto più vicino.

Dunque: Ong danno il due di picche al ministro. Ministro che a sua volta ha scontentato la Lega, alleato di governo. Lega che, per bocca del sottosegretario (all’Interno) Molteni fa sapere che questa apertura è “inaccettabile”. Lamorgese quindi cornuta e mazziata. Lei apre alle Ong anziché punirle come un suo predecessore illustre, e loro che la rimbalzano. Verrebbe quasi da dire l’arroganza dei “buoni”…

Lamorgese apre a Ong sui migranti: collaborazione a una condizione

La Lamorgese ha ribadito nell’incontro con i rappresentanti delle Ong impegnate nel soccorso in mare, “l’esigenza immediata di una più forte solidarietà a livello europeo in materia di ricollocamenti dei migranti, sollecitando in particolare il coinvolgimento dei Paesi di riferimento delle Organizzazioni non governative e degli Stati di bandiera delle loro navi”.

L’incontro, fa sapere il Viminale, ha offerto l’occasione per un’analisi dei flussi migratori irregolari nel Mediterraneo. E per un esame delle difficoltà tecniche e logistiche nella gestione dell’accoglienza, anche in relazione al Covid.

Il ministro ha sottolineato che “una chiave per meglio regolare i flussi migratori e per contrastare il traffico di esseri umani è certamente rappresentata da un’intensificazione dei corridoi umanitari con la Libia. In modo da consentire innanzitutto l’evacuazione di nuclei famigliari e di soggetti vulnerabili, garantendo allo stesso tempo, attraverso la preziosa opera dell’Unhcr e dell’Oim, il rispetto dei diritti umani nei centri allestiti nel Paese nordafricano”.

Le Ong danno il due di picche alla Lamorgese

Secondo le Ong – da Emergency a Open Arms, da Msf a Mediterranea a Sea Watch – “le discussioni sulle politiche migratorie non possono diventare un impedimento al soccorso in mare, obbligo giuridico oltre che morale. Se è vero che gli Stati di primo approdo come l’Italia devono poter contare sulla solidarietà degli altri membri della Ue, l’emergenza in mare non si ferma e anzi diventa ogni giorno più letale”.

Quindi “chiedono all’Italia e all’Europa di istituire un efficace sistema di ricerca e soccorso che abbia come scopo primario quello di salvaguardare la vita umana nel Mediterraneo”. Le ong “prendono atto dell’apertura al dialogo offerta dalla Ministra, ribadendo allo stesso tempo come il soccorso in mare non possa essere mai negoziabile”.

Infine auspicano un superamento del clima ostile al soccorso civile. “Abbiamo chiesto alla ministra di riconoscere il ruolo delle organizzazioni umanitarie, colpite dalla criminalizzazione, liberando le nostre navi ancora sotto fermo”.