Migranti, il ministro Trenta a Salvini: “Senza la missione Sophia tornano le Ong, ti avevo avvisato e ora ti lamenti?”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Luglio 2019 11:09 | Ultimo aggiornamento: 8 Luglio 2019 12:36
Migranti, il ministro Trenta a Salvini: "Senza la missione Sophia tornano le Ong, ti avevo avvisato e ora ti lamenti?"

Migranti, il ministro Trenta a Salvini: “Senza la missione Sophia tornano le Ong, ti avevo avvisato e ora ti lamenti?”

ROMA – Intervistata dal Corriere della Sera, il ministro della Difesa Trenta critica il collega dell’Interno Salvini sulla gestione dei salvataggi in mare delle Ong e più in generale dell’emergenza migranti. “Avvisai Matteo sulle Ong e non mi ha ascoltata. Manderò le nostre navi. Perché quanto sta accadendo in questi giorni si sarebbe potuto evitare. Lo avevo detto a Matteo Salvini: senza la missione Sophia torneranno le Ong. Non ha voluto ascoltare e adesso si lamenta”.

Mesi fa il ministro dell’Interno aveva fatto sapere pubblicamente che l’Italia sarebbe uscita dalla missione europea Sophia “che prevedeva l’impiego delle navi militari per pattugliare il Mediterraneo” perché ritenuta “inutile e dannosa”. Ma la sospensione della missione ha finito anche con l’indebolire l’attività di vigilanza lungo le acque del Mediterraneo.

Salvini: “A Trenta replicano i numeri”. Al ministro della Difesa Elisabetta Trenta, che ha criticato la scelta di uscire dalla missione Sophia “replicano i numeri”, ha replicato Salvini. “La missione Sophia, con tutto il rispetto, recuperò decine di migliaia di immigrati e li portò tutti in Italia, perché questo prevedevano le regole della missione. Ditemi se il contrasto dell’immigrazione clandestina è recuperare decine di miglia di immigrati in giro per il Mediterraneo e portarli tutti in Italia”.

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Trenta, “la Difesa avrebbe potuto chiudere il caso Mediterranea”. Dice ora la ministra al Corriere: “La Marina continua ad assicurare i tradizionali compiti istituzionali di difesa dei confini marittimi, di salvaguardia degli interessi nazionali e di sicurezza della nostra comunità. Abbiamo ‘Mare Sicuro’, che arriva fino alle acque davanti le coste libiche. Abbiamo quattro navi già schierate, compresa Nave Caprera in porto a Tripoli per l’assistenza tecnica alla Guardia costiera libica. Ma l’operazione prevede fino a un massimo di sei unità, cinque mezzi aerei e un contingente di 754 persone”. Quindi si continua a vigilare, sottolineando così che proprio l’intervento della Difesa avrebbe potuto essere risolutivo per chiudere il “caso Mediterranea”.

Il riferimento, precisa il giornale, “è a quanto accaduto venerdì scorso quando Malta aveva concesso il permesso di sbarco e il veliero Alex ha atteso in alto mare l’arrivo delle motovedette che avrebbero dovuto accompagnare il viaggio verso La Valletta, ma nessuno è arrivato e ha deciso di fare rotta verso Lampedusa”.

“Da Salvini diretta social, ma istituzionalmente solo silenzio”. Nel colloquio, Trenta svela i particolari di quel giorno al Corriere dicendo: “Il generale Pietro Serino, il mio capo di gabinetto, ha chiamato il prefetto Matteo Piantedosi offrendo il supporto delle navi militari. Abbiamo chiarito che con le nostre navi potevamo occuparci del trasbordo immediato dei migranti a Malta, quindi per portarli lontano dalle nostre coste visto che anche pubblicamente le autorità de La Valletta si erano dette pronte ad accoglierli. Eravamo a disposizione per il massimo sostegno, ci è stato detto che non serviva. Siamo rimasti a disposizione, pronti. Ma da quel momento non è più arrivata alcuna richiesta del Viminale. Salvini ha fatto una diretta social, ma istituzionalmente solo silenzio”. (fonte Corriere.it, Agi)