Migranti, “Rimpatri in 4 mesi”, annuncia Di Maio. Ora la legge prevede due anni

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 Ottobre 2019 12:37 | Ultimo aggiornamento: 4 Ottobre 2019 12:51
Migranti, "rimpatri in 4 mesi", il decreto

I ministri di Esteri e Giustizia Di Maio e Bonafede

ROMA – In quattro mesi i migranti che non avranno ottenuto l’asilo o il permesso di soggiorno saranno rimpatriati. 4 mesi per esaurire le procedure di rimpatrio, è la novità più rilevante del decreto annunciato dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Un decreto interministeriale per disciplinare una materia, i rimpatri, sulla quale “siamo all’anno zero”, ha aggiunto Di Maio.

Che non ha mancato di alludere al titolare della precedente gestione (ora ci vogliono due anni) che dagli Interni decideva la politica migratoria come suo dominio esclusivo. Quindi decreto condiviso tra Esteri Giustizia ed Interni per una leadership collegiale e sfida a Salvini sui rimpatri.

“E’ stato un lavoro di squadra: ringrazio il ministro Bonafede, il presidente Conte e la ministra Lamorgese perché noi stamattina firmiamo il decreto ministeriale che ci permette di portare le misure per stabilire se un migrante può stare in Italia da due anni a 4 mesi, ha dichiarato Di Maio in conferenza stampa alla Farnesina presentando il decreto interministeriale Esteri-Giustizia-Interni sui migranti. 

“Sui migranti presentiamo un decreto che non urla ma fa i fatti”, ha detto il ministro degli Esteri e capo del M5s Luigi Di Maio presentando alla Farnesina il nuovo decreto sui migranti. Si tratta solo del “primo step del nostro piano per i rimpatri sicuri”, ha aggiunto ribadendo che la misura “porterà da due anni a quattro mesi i rimpatri verso una serie di Paesi”.

“Anche negli ultimi quattordici mesi è stato tutto fermo sui rimpatri, siamo ancora all’anno zero”, ha detto Di Maio presentando alla Farnesina il nuovo decreto interministeriale sui migranti. “Non credo – ha aggiunto – che la redistribuzione sia la soluzione definitiva” ma “lo step importante è fermare le partenze”.

“Non ci sono oneri di spesa per la semplice ragione che questo tipo di decreto inverte l’onere della prova. E’ chiaro che questo è un primo step”, ha detto ancora.

“Per tutti i casi in cui si dovessero verificare discriminazioni la nostra costituzione, le nostre leggi tutelano i diritti dell’individuo”.

“Con questo decreto, avendo un elenco di Paesi sicuri, si permette di dimezzare tutta la procedura” della protezione internazionale, ha detto il ministro della Giustizia Bonafede. “I magistrati – ha puntualizzato – fanno già un lavoro importantissimo riescono a smaltire tantissime di queste domande e voglio ringraziarli pubblicamente”. “Tuttavia con un incremento così importante oggi questo decreto dà alla Giustizia un aiuto importante”, ha sottolineato. (fonte Ansa)