Migranti, Salvini: “Se l’accordo è già scritto Conte non vada a Bruxelles”

di redazione Blitz
Pubblicato il 21 giugno 2018 1:03 | Ultimo aggiornamento: 21 giugno 2018 9:16
Matteo Salvini foto Ansa

Migranti, Salvini: “se l’accordo è già scritto Conte non vada a Bruxelles” (nella foto Ansa, Matteo Salvini)

ROMA  – Matteo Salvini consolida l’intesa con il governo di Vienna sul tema dei migranti [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play], esorta la Spagna a prendersi “i prossimi 4 barconi”, e ricorda che l’obiettivo della proposta italiana deve essere “proteggere le frontiere Ue”.

Di Più: dà dei “chiacchieroni” a Macron e Sanchez ammonendoli che se parlano di generosità devono prima dimostrarlo con i fatti.

A pochi giorni dal vertice informale di Bruxelles di domenica tra 8 Paesi europei, tra i quali Germania, Francia e appunto Italia, il ministro dell’Interno rilancia la linea dura del governo nei confronti di Bruxelles: “Se qualcuno in Ue pensa che l’Italia debba continuare ad essere punto di approdo e campo profughi – ammonisce il leader leghista – ha sbagliato a capire”.

Matteo Salvini lo dice a Porta a Porta e apre un vero e proprio fronte con la Ue: “Se andiamo a Buxelles per avere il compitino già scritto da Francia e Germania, se pensano di mandarci altri migranti invece di aiutarci, allora non andiamo nemmeno, risparmiamo i soldi del viaggio”. Il leader leghista ha proseguito: “Spero che Conte  vada a far valere le nostre ragioni, ma l’Italia non è più scontata, il popolo italiano non è più in vendita” e ribadisce la minaccia di usare l’arma dei contributi al bilancio comunitario: “Confidiamo nel buonsenso dei colleghi europei, anche perché non vorremmo arrivare a ridiscutere il finanziamento italiano all’Unione Europea”.

“Siamo il secondo paese per contributi all’Europa dice ancora a Bruno Vespa – secondi per migranti accolti, vogliamo essere ascoltati, non è possibile che dettino legge francesi e tedeschi, mentre l’Italia paga e accoglie e questo vale anche per pesca, turismo, banche. Il premier Conte ha tutto il mio sostegno e quello del popolo italiano. Macron è un chiacchierone e pure Sanchez, anche se è lì da poco. Parlano di bontà e generosità? lo dimostrino”, spiega Salvini. “Ogni volta che faccio qualcosa arriva l’Internazionale dei rosiconi che sta andando avanti a Maalox dal 4 marzo. Se ne facciano una ragione”.

Il tema è quello della controversa riforma del Trattato di Dublino, al centro del colloquio tra il Premier Giuseppe Conte e il Presidente del Consiglio Ue Donald Tusk, in visita a Roma. Dopo aver ribadito quanto sia impensabile che l’Italia possa farsi carico di tutti i migranti, Conte ha sottolineato che l’Italia “non è disponibile” a discutere dei “secondary movements”, ovvero il ricollocamento dei migranti dai vari Stati Ue allo Stato in cui sono sbarcati, senza prima aver affrontato l’emergenza dei “primary movements”, gli sbarchi, veri e propri, “che l’Italia – ha ribadito ancora Conte – si ritrova ad affrontare da sola”.

La nuova presa di posizione netta di Salvini ‘stona’ intanto con il diverso sentire di alcuni alleati di coalizione. Tra questi il Presidente della Camera, Roberto Fico, che dopo aver rimbrottato in Aula l’intervento di un deputato di Fdi, a voce bassa commenta che “i migranti non fanno la pacchia…” (a seguire il video di Repubblica Tv). 

Parole indicative di un certo mal di pancia interno ai Cinque Stelle nei confronti dei toni usati da Matteo Salvini queste settimane. Non a caso anche il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli rialza i toni sulla Tav, annunciando che intende “ridiscutere integralmente”, l’accordo con la Francia. E soprattutto, dopo lo scontro sulla nave Aquarius, ricorda che in quelle ore concitate “non vi è stato alcun atto formale di chiusura dei porti italiani”.