Il Giornale: “Pisapia a Milano alza le tasse, ma compra quadri per 250mila euro”

Pubblicato il 24 settembre 2012 15:40 | Ultimo aggiornamento: 24 settembre 2012 15:41
Giuliano Pisapia

Giuliano Pisapia (LaPresse)

MILANO – Il Comune di Milano ha speso 250mila euro per comprare 4 opere di Luciano Fabro. Il Giornale scrive che l’acquisto delle opere arriva proprio dopo i pesanti tagli alle pensioni, alla sanità ed ai servizi sociali. Per l’assessore alla Cultura Stefano Boeri si tratta di un investimento, ma secondo il Giornale si tratta di una spesa eccessiva in tempi di crisi.

Scrive il Giornale:

“Investimenti: l’asses­sore alla Cultura Stefano Boeri, con una buona dose di audacia politica – la stessa che lo guida nella candidatura alle primarie del centro­sinistra – li considera investimenti. E mentre il Comune di Milano- come tutti gli altri enti locali – fa sempre più fatica a far quadrare i conti, e quindi tosa co­me pecore i suoi cittadini-contri­buenti (o dovremmo dire suddi­ti?) la giunta guidata da Giuliano Pisapia delibera l’acquisto (da un quarto di milione) di quattro ope­re dell’artista Luciano Fabro da de­stinare al Museo del Novecento, galle­ria comunale aperta due anni fa”.

La scelta artistica della giunta Pisapia è definita “piuttosto discutibile” dal quotidiano, che spiega come Fabro faccia parte del gruppo dell'”Arte Povera”, movimento “che non fu prettamente milanese”:

Inoltre non sem­bra azzeccatissimo per l’allestimento dell’Arenga­rio ( in piazza Duomo). «Non conosco le opere, ma se si tratta di 60mila euro l’una non mi sembra trop­po – commenta il critico Philippe Daverio – detto questo non so se servirà a risollevare le sorti del mu­seo. Bisogna vedere cosa vuole diventare e se la scelta è parte di un progetto».

Qualcuno fa notare che forse, con le casse comu­nali che piangono- settore Cultura compreso- sa­rebbe stato più utile promuovere iniziative, eventi e mostre (almeno un paio?), in un momento in cui l’attività diretta del palazzo è piuttosto carente (sì, è vero, c’è Picasso, ma si tratta sostanzialmente di un«prestito»francese).Senza contare le tante ope­re che languono invece nei magazzini comunali”.

Il Giornale poi scrive:

“Il Comune, am­ministrato da un anno e mezzo scarso da una maggioranza di sini­stra­ centro, è implacabile nell’ap­plicare il più classico «tassa e spen­di »: in 12 mesi ha applicato incrementi delle addizionali Irpef, deciso inasprimenti dei tributi comunali (suolo pubblico e spazzatu­ra) e non contento ha introdotto una tassa – ma­scherata da misura anti inquinamento- anche sul­la circolazione dei veicoli, la famigerata Area C che stanga chi entra in centro con l’auto.Ed è in questo contesto che decide di darsi all’arte”.

L’amministrazione comunale ha però sottolineato al quotidiano che i 250mila euro potrebbero provenire da uno sponsor privato del museo. Boeri ha spiegato al Giornale che non si tratta di un nuovo stanziamento, ma di un fondo “che esiste già da tre anni”.