25 aprile a Milano, 70 mila al corteo Anpi: in testa il sindaco Sala e Zingaretti. Contestata la Brigata Ebraica

di redazione Blitz
Pubblicato il 25 Aprile 2019 16:49 | Ultimo aggiornamento: 25 Aprile 2019 16:49
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Milano, 70 mila al corteo Anpi: in testa il sindaco Sala e Zingaretti. Contestata la Brigata Ebraica

MILANO – Dopo Roma, anche Milano sfila in corteo per la Festa della Liberazione. Sono in 70 mila. In testa le autorità, con il sindaco, Giuseppe Sala, e i gonfaloni dei comuni. Appena dietro sfila il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, tra i manifestanti del suo partito e con l’ex sindaco Giuliano Pisapia.

Forti contestazioni si sono verificate al passaggio della Brigata Ebraica durante il passaggio del corteo del 25 aprile, da parte dei manifestanti pro Palestina. Li hanno aspettati all’angolo fra corso Venezia e piazza San Babila. “Via i sionisti dal corteo” e “Israele Stato terrorista” sono stati gli slogan usati. La contestazione, pur molto accesa, non ha provocato incidenti. Tra i manifestanti c’è un ampio schieramento delle forze dell’ordine. Di risposta gli esponenti della Brigata cantavano “Bella Ciao”.

Alcuni minuti dopo, al passaggio del deputato del Pd Emanuele Fiano, sono riprese le contestazioni perché gli attivisti pro Palestina hanno urlato lo slogan: “Fuori Fiano dal corteo”.

“La democrazia va difesa e conquistata ogni giorno: oggi difendere la democrazia per me è creare lavoro, investire nella scuola e pensare alla sanità, alle persone che hanno bisogno. Questo è quello che la democrazia ci chiede”, ha detto Zingaretti. “Non c’è un momento della storia in cui i diritti sono acquisiti – ha aggiunto – ma hanno sempre bisogno di essere rigenerati e difesi, per questo è importante il 25 aprile, per non dimenticare”.

Sala si è invece rivolto al ministro dell’Interno, Matteo Salvini, oggi a Corleone e assente alle celebrazioni per il 25 aprile: “Snobbare questo giorno – ha detto – non va bene”. “Lo dovrà dire se il 25 aprile è anche la sua festa perché è chiaro che se manifestiamo nostalgia verso momenti non democratici… Io non penso certamente che Salvini voglia essere da quella parte, ma anche snobbare il 25 aprile non va bene”. “Non diamo per scontato niente – ha aggiunto – La conquista della Liberazione è stata una conquista tragica, darla per scontata nel mondo moderno è l’ultima cosa che bisogna fare”.