Milano, “Pisapia non sarà troppo estremista?”: i dubbi dei cattolici del Pd sul candidato sindaco

Pubblicato il 18 Novembre 2010 16:33 | Ultimo aggiornamento: 18 Novembre 2010 17:04

I cattolici del centrosinistra milanese sono a disagio davanti alla candidatura a sindaco di Giuliano Pisapia: l’avvocato che ha vinto le primarie contro Stefano Boeri è infatti considerato troppo “di sinistra”. L’imbarazzo tra i democratici è stato raccontato da Elisabetta Soglio in un articolo pubblicato su Il Corriere della Sera: “La bomba viene lanciata da Maria Pia Garavaglia, politico cattolico di lungo corso: «A Milano voterei Albertini», dichiara in un paio di interviste inserendo il concetto in un ragionamento più ampio sulla possibile apertura a un eventuale terzo polo”.

La Soglio ha poi aggiunto altri esempi: “L’ex ministro Giuseppe Fioroni lascia ai dirigenti milanesi il compito di decidere come muoversi, «nel rispetto delle autonomie locali». Ma aggiunge: «Il problema non sono le primarie, di cui va rispettato il verdetto, ma la linea e il progetto politico». Quindi: «Dobbiamo rilanciare il profilo riformatore di un partito che parli alla società nel suo complesso. Se diamo l’idea di essere un partito chiuso nell’angolo della sinistra, è chiaro che anche le primarie vengono condizionate». L’accusa di strumentalizzare le vicende milanesi per la battaglia interna al Pd romano? «Ma dove? Dico però che Stefano Boeri, un grande candidato, è stato danneggiato dal profilo politico scelto dal partito»”.

Tra i “dubbiosi” elencati dalla Soglio c’è anche “Emanuela Baio: «Il disagio del mondo cattolico e moderato esiste e va affrontato. Mi adeguerò alle decisioni della maggioranza, ma ritengo che quello che rappresenta Pisapia, non tanto lui come persona, è inadeguato per vincere a Milano»”.

Anche “l’onorevole Enrico Farinone insiste: «Se il Pd resta così sbilanciato abbandona la linea per cui era nato, e molti che c’erano fin dall’inizio, non provenienti dalla sinistra e non solo del mondo cattolico, si trovano in difficoltà». Entra nel merito il consigliere regionale Fabio Pizzul: «Noi chiederemo a Pisapia di ragionare sui contenuti e gli chiederemo garanzie programmatiche. Solo a quel punto potremo posizionarci»”.