Milano, la giunta Pisapia taglia i compensi dei dirigenti

Pubblicato il 16 Giugno 2011 9:21 | Ultimo aggiornamento: 16 Giugno 2011 10:50

MILANO – Con una mossa di sicura presa demagogica ma di dubbia saggezza amministrativa, il taglio dei compensi dei dirigenti, sia interni sia esterni, in misura dal 10 al 15 per cento è tra le prime mosse della giunta del neosindaco di Milano Giuliano Pisapia. Il nuovo corso è stato presentato dal vicesindaco, Maria Grazia Guida, che ha anche annunciato che i primi a provare con mano la misura saranno Davide Corritore e Maurizio Baruffi, rispettivamente city manager e capo di gabinetto del sindaco.

La decisione piacerà molto al popolo di tricoteuses che abita nella pancia dell’Italia ma resta una mossa di bassa demagogia.  Infatti non c’è da domandarsi se una retribuzione intorno ai duecento mila euro lordi all’anno sia giusta rispetto a quella, dieci volte inferiore, di molti lavoratori dipendenti, precari o meno; c’è da chiedersi se quella retribuzione sia corretta rispetto alle responsabilità che gravano sulla testa di un dirigente di alto livello in un comune come quello di Milano, i rischi che errori commessi anche in totale buona fede comportano per lui o lei personalmente, le tentazioni a cui persone in  quelle posizioni sono esposte nell’amministrazione degli appalti della città.

Infastidisce l’accanimento contro i dipendenti di alto livello, mentre nessuno affronta ad esempio i professionisti. Nessuno ad esempio mette in discussione le parcelle degli avvocati, categoria della quale lo stesso Pisapia fa parte.

Il city manager Corritore percepirà uno stipendio annuo lordo di 210 mila euro (contro i 230 del suo predecessore Antonio Acerbo), il capo di gabinetto del sindaco, Maurizio Baruffi, di 140 mila euro (ad Alberto Bonetti Baroggi era stato riconosciuto un compenso di 160 mila euro).

Confermate le deleghe agli assessori. A Stefano Boeri vanno quelle a Cultura, Expo, Moda e design. Per quanto riguarda l’Expo 2015 l’architetto ha competenza in materia di: promozione, valorizzazione e diffusione della manifestazione, oltre alla condivizione dei risultati.

Tra i primi provvedimenti adottati, la Giunta ha deliberato anche il patrocinio alla manifestazione cittadina del Gay Pride che si terrà il 25 giugno prossimo. Senza comunque comportare alcuna spesa per le casse di Palazzo Marino. Negli anni scorsi il mancato patrocinio comunale ai Gay Pride aveva suscitato forti polemiche nella comunità omosessuale contro l’amministrazione di Letizia Moratti.

Ma ora, ha spiegato Pisapia, “dopo il grande successo della manifestazione di Roma, nei confronti della quale lo stesso sindaco Gianni Alemanno ha avuto parole di apprezzamento, anche Milano ha ritenuto opportuno patrocinare il Gay Pride”.