Milleproroghe: pure i gettoni si sono tenuti, pure per i consigli di quartiere

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 16 Febbraio 2011 15:40 | Ultimo aggiornamento: 16 Febbraio 2011 15:40

ROMA – Nelle città con più di 250 mila abitanti i consiglieri di quartiere hanno diritto al gettone di presenza. A breve, se eletti in quota a qualche partito, anche i partecipanti alle riunioni di condominio avranno diritto a dei rimborsi. La seconda affermazione è solo una battuta ma i gettoni per i consiglieri di quartiere sono una delle tante spese “folli” contenute nel decreto milleproroghe appena approvato in Senato.

Come sempre in tempi di campagna elettorale tutti si erano riempiti la bocca parlando di “insostenibili costi della politica” che andavano ridimensionati, ripensati e sforbiciati soprattutto laddove sono oggettivamente uno spreco di denaro pubblico. Tutti a spendersi in promesse per poi dimenticarle una volta eletti. E così il decretone, su cui il Governo ha posto la fiducia, nasce evidentemente ispirato da sentimenti diversi e opposti.

Si era deciso di abolire i gettoni di presenza per i consigli di quartiere che in alcuni casi, con riunioni fittizie, erano diventati veri e propri stipendi, ma il milleproroghe, per la la gioia dei consiglieri in questione, stabilisce che c’è tempo, buona idea, ma ne riparliamo tra qualche anno. E se persino sui gettoni non si riesce a fare un passo indietro figurarsi sul resto. Era stato promesso che i consigli comunali delle città con più di un milione di abitanti sarebbero stati composti da 48 membri anziché 60, ma perché mettersi fretta, il decretone dice che resteranno 60 e anzi, in quelle stesse città gli assessori da 12 possono salire a 16. I costi della politica sono si insostenibili, ma anche tenere in piedi un governo alle prese con un difficile rimpasto come quello di Roma mica è semplice. Per fortuna c’è il milleproroghe a correre in aiuto del sindaco Alemanno regalandogli ben quattro nuove poltrone da distribuire.

E ancora, una proroga è stata approvata per consentire ai ritardatari di chiedere i rimborsi per le spese elettorali. Nello specifico per consentire alla lista Insieme per Bresso, in ritardo con la domanda, i tempi erano scaduti l’anno scorso, di accedere a quei rimborsi: circa 100mila euro l’anno. Nel milleproroghe c’è poi spazio per il condono per le affissioni abusive di manifesti elettorali durante la corsa per le regionali 2010. Chissà come mai i manifesti elettorali abusivi sono condonati mentre tutti gli altri rimangono abusivi .