Calabria, minacce alla vedova Fortugno: lettera con proiettile

Pubblicato il 14 agosto 2010 15:29 | Ultimo aggiornamento: 14 agosto 2010 15:29
laganà

Maria Grazia Laganà, vedova Fortugno

Una busta con all’interno una lettera di minacce ed un proiettile è stata spedita al deputato del Pd, Maria Grazia Laganà, vedova di Francesco Fortugno, l’ex vice presidente del Consiglio regionale della Calabria ucciso a Locri il 16 ottobre del 2005. La busta è stata rintracciata dal personale del centro di smistamento delle poste di Lamezia Terme ed è stata sequestrata dalla polizia di Stato.

Nella lettera sono state scritte frasi come “è arrivata la tua ora. La morte arriverà così”. Quest’ultima è la quattordicesima lettera di minacce ricevuta da Maria Grazia Laganà negli ultimi quattro anni.

Sull’episodio la vedova Fortugno ha detto che “si sta facendo terrorismo psicologico nei miei confronti. Non riesco a capire cosa si vuole da me e dalla mia famiglia. Attualmente è in corso in corte d’assise d’appello a Reggio Calabria il processo per l’omicidio di mio marito ed io andrò avanti serenamente”.

Il processo di secondo grado per i presunti mandanti ed esecutori materiali dell’omicidio di Francesco Fortugno è in corso dinanzi ai giudici della corte d’assise d’appello di Reggio Calabria. La prossima udienza è fissata per il 21 settembre. Per l’omicidio di Francesco Fortugno sono imputati Alessandro e Giuseppe Marcianò, padre e figlio, accusati di essere stati i mandanti; Salvatore Ritorto, che sarebbe stato l’esecutore materiale, e Domenico Audino, tutti condannati in primo grado all’ergastolo.