I ministri leghisti, i ministri M5S: ecco le 2 squadre

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 maggio 2018 10:00 | Ultimo aggiornamento: 18 maggio 2018 12:41
I ministri leghisti, i ministri M5S: ecco le 2 squadre

I ministri leghisti, i ministri M5S: ecco le 2 squadre

ROMA – La trattativa non è ancora chiusa ma che si sia alla stretta finale è chiaro dal fatto che cominciano a girare in ambienti parlamentari le prime liste, esito di un lavorio complesso come dimostra l’ampio uso di bianchetto sui fogli a quadretti. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play]
In una con l’ipotesi di Luigi Di Maio premier, Matteo Salvini figura ministro dell’Interno e vicepremier unico, con l’economista no-euro Claudio Borghi come sottosegretario alla presidenza del Consiglio.

In un’altra con Salvini premier, invece, Di Maio è agli Esteri (che nella prima lista vanno a Giampiero Massolo) ed è vicepremier unico mentre sottosegretario alla presidenza del consiglio è Alfonso Bonafede. La stretta arriverà solo dall’intesa tra i due leader politici che oggi si vedranno di nuovo. Ma negli incontri degli ultimi giorni si è cominciato a stilare una griglia del futuro governo giallo-verde composta da 20 ministeri. Il quotidiano La Stampa, scremando liste ufficiose e rumors interni, stila l’elenco delle due possibili squadre di governo presentate dai due partiti.

Per M5S sono Luigi Di Maio, Vincenzo Spadafora, Danilo Toninelli, Alfonso Bonafede, Claudio Crimi, Riccardo Fraccaro, Giulio Grillo e Laura Castelli. La Lega mette in campo Salvini, Giancarlo Giorgetti, Gianmarco Centinaio, Roberto Calderoli, Giulia Bongiorno, Simona Bordonali. Esteri ed Economia verranno concordati con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Alla Farnesina potrebbe approdare il capo dei grillini, in alternativa Di Maio avrebbe intenzione di guidare il dicastero del Lavoro o dello Sviluppo economico. Salvini ha fatto rotta fissa sul Viminale per potere realizzare i suoi obiettivi di maggiore sicurezza nelle città e una più energica politica sull’immigrazione e i rimpatri. (La Stampa)

Le prime liste dei ministri, dentro big e tecnici. Nella lista che si è potuta visionare, con Di Maio premier, alla Difesa l’ex Capo di Stato maggiore della Difesa, l’ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, alla Giustizia Alfonso Bonafede (M5S), all’Economia Giancarlo Giorgetti (Lega), allo Sviluppo Economico Laura Castelli (M5S), alle Infrastrutture e trasporti il geomorfologo Mauro Coltorti, al Welfare Pasquale Tridico (M5S), all’Istruzione il rettore dell’università degli Studi di Milano Gianluca Vago, alla Salute Giulia Grillo (M5S), ai Beni Culturali Emilio Carelli (M5S), all’Ambiente Lucia Borgonzoni (Lega), all’Agricoltura Stefano Candiani (Lega). Alla pubblica amministrazione è indicato il professore Giuseppe Conte, il cui nome è girato anche come premier, mentre il braccio destro di Di Maio, Vincenzo Spadafora va agli Affari Europei, la leghista Simona Bordonali agli Affari regionali come il leghista Gian Marco Centinaio va al Turismo.

Nel toto-nomi Roberto Calderoli è ministro ai Rapporti con il Parlamento e l’ex nuotatore Domenico Fioravanti ministro dello Sport. Stesso equilibrio nei numeri (spicca sempre la ridotta presenza di donne) tra M5S e Lega, ma con nomi dei 5 stelle nei dicasteri chiave, risulta da un altro toto-nomi che ipotizza Salvini o un altro leghista come presidente del Consiglio. In quel caso all’Economia potrebbe andare un tecnico d’area M5S come Enrico Giovannini o Andrea Roventini, l’Interno resterebbe invece in quota Lega, all’Istruzione il preside brindisino Salvatore Giuliano (M5S). Nomi che al momento non sono definitivi tant’è che sia dai 5 stelle che dalla Lega chiariscono che “non esiste alcuna lista” vidimata sia pure come bozza, anche in considerazione del fatto che resta ancora apertissima la trattativa sul nome del presidente del Consiglio.