Missioni militari italiani all’estero: approvata la proroga di 6 mesi

Pubblicato il 3 Marzo 2010 12:18 | Ultimo aggiornamento: 3 Marzo 2010 12:18

Via libera definitivo dell’Aula della Camera al decreto legge che proroga di sei mesi la partecipazione dei militari italiani a missioni internazionali. Il testo è stato licenziato a Montecitorio con 460 sì, due no e 30 astenuti. Ad astenersi sono stati il gruppo dell’Idv e i deputati radicali eletti nel Pd.

Con l’inserimento di quella ad Haiti per motivi umanitari dopo il terremoto, che riguarda l’invio di 130 carabinieri, sono 31 le missioni internazionali rinnovate per sei mesi con il decreto convertito definitivamente in legge dalla Camera.

Il provvedimento porta in dettaglio le cifre per le varie missioni che riguardano soprattutto l’Afghanistan, il Libano e i Balcani, e prevede fondi per interventi di cooperazione anche in Iraq, Pakistan, Sudan e Somalia e interventi di sminamento umanitario.

La spesa autorizzata fino al 30 giugno per la missione in Afghanistan (Isaf) è di 308 milioni 780.721 euro, mentre la spesa semestrale per la missione Unifil in Libano è di 140 milioni 479.873. Per le missioni nei Balcani, dove ci sono contingenti in Kosovo, la spesa autorizzata è di 70 milioni 756.756 euro. Oltre a queste cifre in dettaglio il provvedimento riguarda anche altre spese per missioni e cooperazioni varie.

Nel complesso il personale militare impegnato nelle missioni internazionali è pari a 8.619 unità a cui vanno aggiunti i 130 carabinieri di Haiti. Con riferimento ai principali teatri di intervento delle forze italiane si registra un aumento del contingente italiano impegnato in Afghanistan di circa 170 unità. L’incremento costituisce una prima attuazione delle decisione annunciata dal Consiglio dei ministri del 3 dicembre 2009 di aumentare di 1.000 unità il contingente impegnato in Afghanistan con gradualità e con una maggiore incidenza nella seconda metà dell’anno.

E’ prevista invece una diminuzione di circa 180 unità del contingente Unifil in Libano così come diminuisce sempre di 180 uomini il contingente impegnato nella missione Joint Enterprise nei Balcani.