Molestie, Valeria Fedeli: “Giusto licenziare i prof prima della condanna”. Orlando: “Perplesso”

di redazione Blitz
Pubblicato il 18 gennaio 2018 11:00 | Ultimo aggiornamento: 18 gennaio 2018 11:00
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Molestie, Valeria Fedeli: “Giusto licenziare i prof prima della condanna”. Orlando: “Perplesso”

ROMA – E’ giusto licenziare i prof accusati di molestie, prima della condanna. Ne è convinta la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli che in un’intervista al Corriere della Sera annuncia una linea dura contro i docenti sottoposti a procedimento disciplinare. Una norma, dice, che dovrà essere inserita nel nuovo contratto degli insegnanti. Ma il suo collega di governo, il ministro della Giustizia Andrea Orlando, nutre qualche perplessità “almeno in assenza di una condanna di primo grado”.

A domanda diretta: Il licenziamento scatta anche se non c’è un reato accertato con sentenza definitiva? La ministra Fedeli risponde: “Non tutte le infrazioni disciplinari hanno rilievo penale. Nei limiti della legge Madia sul pubblico impiego va messa l’aggravante per tutte le molestie nei confronti dei minori”.

“Un docente che ha molestato una studentessa non può rimanere al proprio posto”, sottolinea Fedeli. “Io dico – aggiunge – brave alle ragazze che denunciano, che hanno il coraggio di dirlo ai genitori e ai professori. Ma queste ragazze devono trovare ascolto, sostegno e risposte proprio dentro le istituzioni”.

“Ci vogliono – spiega – verifiche accurate ma rapide, il procedimento disciplinare da parte dell’Ufficio scolastico regionale e poi, se c’è colpevolezza, la sanzione, sempre la più grave perché c’è un rapporto asimmetrico di forza oggettiva del professore nei confronti degli alunni”, “se non rispetta il suo ruolo non solo può commettere reati ma anche creare un vulnus nel rapporto di fiducia con l’amministrazione e con lo Stato che lo delega”.

La ministra ribadisce lo stesso concetto anche al quotidiano Il Messaggero: “Se approfitti di un rapporto asimmetrico, nel quale tu, docente sei in una ovvia posizione di vantaggio rispetto a un minorenne, significa che non sei degno di fare il professore. Non sei più idoneo per quel lavoro”.

Più cauto è invece il ministro Orlando che, ospite del programma di Radio Capital “Circo Massimo”, commenta così il caso del professore del Liceo Massimo a Roma, accusato di aver abusato di una studentessa di 15 anni durante le ripetizioni pomeridiane. Ci sono, spiega Orlando, “perplessità sotto il profilo costituzionale, almeno in assenza di una condanna di primo grado”.

Quanto ai furbetti del cartellino, per i quali è già previsto il licenziamento immediato, Orlando afferma: “Si tratta però di fattispecie di reato per i quali è più facile accertare la fondatezza dell’accusa contestata”. Quello delle molestie, ha aggiunto, “è reato particolarmente infamante che se non fosse fondato segnerebbe una persona per tutta la vita”.