Mondadori, Procuratore generale: Berlusconi corruttore ma deve pagare di meno

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 Giugno 2013 16:42 | Ultimo aggiornamento: 28 Giugno 2013 8:51
Mondadori, Procuratore generale: "Berlusconi corruttore ma deve pagare di meno"

Silvio Berlusconi (Foto Lapresse)

MILANO – Tra Silvio Berlusconi e il gruppo editoriale guidato dall’ingnegner Carlo De Benedetti la magistratura sta per emettere sentenza definitiva. Una prima sentenza aveva riconosciuto a favore della Cir di De Benedetti un indennizzo di 750 milioni. Una seconda sentenza aveva ridotto l’indennizzo a 564 milioni. Il pg della Cassazione Pasquale Fimiani ha quindi chiesto una ulteriore lieve riduzione, non quantificata, del risarcimento dovuto da Fininvest a Cir, confermando che quest’ultima è stata parte danneggiata. In secondo grado la Fininvest era stata condannata a risarcire 564,2 milioni a Cir della famiglia De Benedetti.

Indennizzo per cosa? Perché a suo tempo Berlusconi e altri suoi manager e collaboratori, primo tra tutti Cesare Previti, hanno comprato la sentenza che assegnò la Mondadori alla Fininvest attraverso la corruzione dei giudici.

Ora la questione è davanti alla Corte di Cassazione, che sta decidendo. Il Procuratore generale ha sostenuto che “l’indennizzo è dovuto ma va ridotto anche se di poco”.

Secondo i legali della Fininvest (rappresentati da Romano Vaccarella) la Cir non avrebbe diritto al risarcimento perché, a loro detta, “non ha rispettato le regole per impugnare la sentenza che annullò il Lodo Mondadori”.

Dura ancora quindi la posizione degli avvocati Fininvest: “La difesa di Cir usa degli argomenti suicidi – dice nella sua arringa nel corso dell’udienza l’ex giudice costituzionale Romano Vaccarella – perché non ha mai chiesto la revocatoria della sentenza frutto di corruzione ma ha scelto la strada della richiesta del risarcimento del danno che significa aver fatto a pezzi i codici civili”. L’avvocato ha parlato di “ingiustizia intrinseca della sentenza” emessa dalla Corte di Appello di Milano. “Dove cavolo stava l’aggressione che avrebbe subito Cir, in un momento in cui era intervenuta la legge Mammì che favoriva che se mai danneggiava Fininvest, mentre consentiva a Cir di tenersi le sue testate”, ha osservato Vaccarella in uno dei passaggi del suo intervento.

Diverso il parere della difesa Cir: “Suona davvero pretestuosa e un po’ vittimistica la tesi dei legali Fininvest in base alla quale i giudici di Milano avrebbero, per pregiudizio avverso, liquidato alla Cir un risarcimento eccessivo – ha detto nella sua arringa l’avvocato Vincenzo Roppo – Non c’è stato invece alcun illecito arricchimento e tanto meno una over compensation dal momento che in appello per Fininvest c’è già stato uno sconto di circa 212 milioni di euro”. Nel complesso i legali Cir valutano positivamente le conclusioni della Cassazione.