Mondo di Mezzo, Nicola Zingaretti: governatore Lazio rischia falsa testimonianza

di redazione Blitz
Pubblicato il 4 novembre 2017 0:09 | Ultimo aggiornamento: 4 novembre 2017 0:09
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Nicola Zingaretti (Ansa)

ROMA – Sono ventisette i testimoni del processo al Mondo di Mezzo su cui la Procura di Roma è chiamata a valutare la sussistenza della falsa testimonianza. Lo chiedono i giudici della X sezione penale del tribunale capitolino, che il 20 luglio scorso hanno emesso condanne per oltre 250 anni, ai pm di piazzale Clodio ai quali il 16 ottobre scorso hanno inviato i verbali di udienze.

Tra i nomi sui quali i giudici sollecitano di valutare una eventuale iscrizione nel registro degli indagati anche quelli del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, dell’ex viceministro Filippo Bubbico, del responsabile Pd nazionale del Welfare Micaela Campana, del presidente del consiglio regionale del Lazio, Daniele Leodori, dell’ex braccio destro di Alemanno, Antonio Lucarelli e del dirigente della Regione Lazio, Elisabetta Longo.

“Sono assolutamente sereno sui fatti, ma francamente scosso e amareggiato per quanto affermato dai giudici della X Sezione del tribunale di Roma – ha dichiarato Zingaretti – Nella mia testimonianza ho riportato atti e conoscenze relative ad avvenimenti per i quali sono stato sotto indagine per oltre un anno. Ora attendo nuovamente le decisioni che la Procura di Roma riterrà di assumere”. In sostanza per i giudici, che hanno inserito il provvedimento nel Tiap (trattamento informatico degli atti processuali), nelle parole che i testimoni hanno speso nel corso delle audizioni nell’aula bunker di Rebibbia ci sarebbero elementi compatibili con il profilo penale della falsa testimonianza.

In riferimento all’audizione di Zingaretti, sentito su richiesta della difesa di Salvatore Buzzi il 21 marzo scorso, i giudici nelle motivazioni della sentenza, depositate nelle scorse settimane, scrivono che “diede il sospetto” di essere “falsa e reticente”. Il presidente della Regione parlò, in particolare, dell’appalto Cup (centrale unica di prenotazioni delle prestazioni sanitarie), per il quale Zingaretti è stato indagato per corruzione e turbativa d’asta e poi archiviato, affermando di “non avere incontrato nessuno, che fosse del centrodestra o del centrosinistra”.

L’ex viceministro Bubbico venne ascoltato nell’udienza del 22 giugno del 2016. Nell’aula bunker, l’allora numero 2 del Viminale, affermò di “non conoscere Buzzi” e di “non averlo mai incontrato. Incrocio tante persone ma il suo nome l’ho appurato solo leggendo i giornali dell’indagine sulla mafia a Roma”. L’ex viceministro dichiarò, inoltre, “di non avere mai conosciuto Luca Odevaine“, tra gli imputati del maxiprocesso.

“Non ho mai conosciuto queste persone, ne’ ho ricevuto pressioni”, concluse Bubbico. La deputata dem Micaela Campana invece, ex moglie di uno degli imputati, Daniele Ozzimo, già assessore della giunta Marino, in aula negò una serie di circostanze emerse, soprattutto, nelle intercettazioni telefoniche. Come ad esempio quella di un’interrogazione parlamentare suggerita da Salvatore Buzzi ma mai presentata dalla deputata.