E’ guerra Pdl-Monti. “Con Berlusconi spread a 1200”, poi si scusa. Ma non basta

Pubblicato il 7 agosto 2012 16:58 | Ultimo aggiornamento: 7 agosto 2012 20:38

(Foto Lapresse)

ROMA – E’ guerra aperta tra il Pdl e Monti. Il premier Mario Monti mette da parte il suo tradizionale fair play per un attacco frontale a Berlusconi e in un’intervista al Wall Street Journal dice: ”Se il precedente governo fosse ancora in carica, ora lo spread italiano sarebbe a 1200 o qualcosa di simile”. Giusto in tempo perchè l’ira Pdl montasse e i parlamentari escogitassero un apposito “dispetto” durante il voto sulla spending review e facessero mancare apposta il numero legale al Senato nell’ultima giornata prima della chiusura estiva. Un’ira che Monti non riesce a sedare nemmeno quando, a metà pomeriggio, chiama Berlusconi per scusarsi. Un comunicato di palazzo Chigi spiega che Monti, ”è dispiaciuto che una banale e astratta estrapolazione di tendenza di valori dello spread contenuta in un colloquio di ampio respiro con il WSJ, sia stata colta come una considerazione di carattere politico, il che non rientrava per nulla nelle sue intenzioni”. Ma la guerra continua tanto che il Pdl ha convocato in serata lo stato maggiore del partito a palazzo Grazioli per discutere dell’accaduto, proprio alla vigilia dell’incontro tra il segretario Angelino Alfano e il premier.

La reazione del Pdl. Dopo che l’intervista a Monti è iniziata a circolare, subito si sono levate le voci dei capigruppo Pdl alla Camera e al Senato. ”Capiamo che può risultare sgradito il fatto che il saliscendi degli spread sta avvenendo anche durante il suo governo e che ciò può averlo innervosito,ma questo non giustifica una provocazione tanto inutile quanto stupida che rinviamo al mittente”, ha detto Fabrizio Cicchitto. Maurizio Gasparri rilancia: ” Mentre il Parlamento vota fiducie a raffica sarebbe bene che il comportamento di Monti fosse più equilibrato e rispettoso. Ci si potrebbe anche stufare prima o poi”. Angelino Alfano carica: ”Le parole del premier Mario Monti, sono politicamente insensate e scientificamente inspiegabili per un economista come lui: un’ipotetica della irrealtà che sorregge un giudizio politico irreale. Tutto questo per noi e’ inaccettabile. Se ci riesce, provi al più presto a spiegarsi”. E subito dopo arriva la prima avvisaglia.

I deputati del Pdl hanno fatto andare sotto il governo su un ordine del giorno del decreto per la spending review che riguarda la sicurezza. ”Lo abbiamo fatto apposta – spiega il tesoriere del gruppo Pietro Laffranco – per protesta contro le parole di Monti su Berlusconi. Ha detto una sacrosanta sciocchezza e noi abbiamo voluto lanciare un segnale”.

Stessa scena al Senato: il Pdl ha fatto mancare per quattro volte il numero legale nell’Aula di palazzo Madama durante la discussione di una ratifica sulla convenzione per la protezione delle Alpi. Così facendo ha costretto la presidente di turno Emma Bonino a rimandare il tutto al 6 settembre, quando ricominceranno le attività parlamentari.

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