Niente Iva per le grandi opere, piano città: la fase 2 del governo Monti

Pubblicato il 23 agosto 2012 9:32 | Ultimo aggiornamento: 23 agosto 2012 9:37
Mario Ciaccia

Mario Ciaccia (Foto Lapresse)

ROMA – Venerdì 24 agosto parte la fase due del governo Monti. Al primo consiglio dopo le vacanze estive i ministri porteranno le proprie proposte sui provvedimenti per gli ultimi mesi della legislatura. Intanto alcune linee programmatiche sono già pronte.

Taglio del debito da un punto di Pil. Il programma del ministro dell’Economia Vittorio Grilli mette in primo piano la dismissione degli immobili pubblici.

Scongiurare l’aumento dell’Iva. Il governo focalizzerà la propria attenzione su come evitare l’aumento di due punti delle aliquote Iva nel 2013, che dovrebbe scattare a luglio. Per raggiungere questo obiettivo il governo dovrebbe varare la seconda fase della spending review, con nuovi tagli alla spesa pubblica, il riordino dei contributi pubblici alle imprese (il “piano Giavazzi”, dal nome del consulente Francesco Giavazzi) e la revisione delle agevolazioni fiscali.

Fase due della spending review. Per evitare l’aumento dell’Iva vanno trovati sei miliardi, tre dei quali dovrebbero essere garantiti dalla fase due della spending review che sarà contenuta in un collegato alla legge di stabilità prevista per ottobre. Il governo potrebbe fare tagli alle prefetture, o accorpare parte delle strutture collegate ai singoli ministeri, enti e istituti specifici, con conseguenze sugli organici.

Stretta sul pubblico impiego. Per gli esuberi nel pubblico impiego l’esecutivo vorrebbe ricorrere alla mobilità e ai prepensionamenti grazie alle nuove regole della riforma Fornero del mercato del lavoro.

Riordino dei contributi pubblici alle imprese. La versione di aprile del piano Giavazzi prevedeva dieci miliardi di contributi pubblici eliminabili nel lungo periodo. Probabilmente l’ammontare sarà minore. Il 5 settembre ci sarà un incontro tra governo e organizzazioni imprenditoriali per parlare anche di questo.

La defiscalizzazione delle nuove infrastrutture e il riordino dei trasporti.Il vice ministro Mario Ciaccia ha annunciato la defiscalizzazione per quelle nuove infrastrutture insostenibili con l’attuale gravame Iva. . Attraverso il taglio dell’Iva per le nuove opere il governo punta a rilanciare la costruzione di autostrade, porti, interporti, rigassificatori. Il vice ministro alle Infrastrutture ha anche annunciato che il ministero sta lavorando al progetto di riordino dei trasporti, tra cui il piano nazionale aeroporti, da realizzarsi entro l’anno. Il numero degli aeroporti italiani sarà ridotto entro l’anno in base al piano nazionale del governo.

Pacchetto sviluppo due. A settembre verranno perfezionato lo start up, cioè le misure per facilitare e velocizzare la nascita di nuove imprese. Poi partirà il piano per diffondere la banda larga, insieme ad una promozione dell’e-commerce e dell’e-government, oltre alle semplificazioni burocratiche a favore delle imprese.

La delega fiscale. Si vorrebbe arrivare per l’inizio del 2013 a tre decreti delegati sulla certezza del diritto (con la codificazione dell’abuso del diritto, nuove sanzioni e semplificazioni), la nuova Iri, cioè l’imposta sul reddito dell’imprenditore, e la revisione del reddito d’impresa per promuovere l’internazionalizzazione delle aziende. Infine un decreto legge sulla riforma del catasto.

Nuovo piano energia. Previsto il potenziamento della produzione degli idrocarburi per arrivare a coprire autonomamente il 20% del fabbisogno petrolifero italiano e rendere il nostro Paese l’hub europeo del gas.  

Piano città. Un piano da due miliardi per riqualificare le aree urbane degradate. Si punta a riqualificare quartieri periferici, asili nido, scuole, parcheggi, ma anche aeree di pregio. Al momento all’Anci (l’Associazione nazionale dei Comuni) sono arrivati 50 progetti, che potrebbero però raddoppiare. Il ministero dello Sviluppo ha stanziato 224 milioni, e altre risorse arriveranno dal programma di risanamento energetico delle scuole e dal Fia (Fondo per l’abitare della Cassa depositi e prestiti).