Monti: “I tecnici sono un episodio. Resteranno le nostre competenze”

Pubblicato il 9 settembre 2012 14:51 | Ultimo aggiornamento: 9 settembre 2012 16:28
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Mario Monti (LaPresse)

CERNOBBIO – Definisce i tecnici un “episodio limitato nel tempo” ma subito con orgoglio aggiunge che le loro competenze nell’attività politica resteranno. Quindi dice che è “impensabile” che un Paese come l’Italia non abbia un leader da eleggere.  Infine racconta di aver conosciuto una politica migliore di quella che immaginava da fuori ed esclude, ancora una volta, una ricandidatura dopo il 2013.

Domenica 9 settembre è il giorno di Mario Monti a Cernobbio e il premier esordisce parlando di un governo a tempo determinato, anzi determinatissimo: ”E’ sicuramente episodico e limitato nel tempo – spiega – l’esperimento di un governo tecnico, ma non sarà limitata nel tempo una maggiore penetrazione del sapere e delle competenze nell’attività  politica”.

Quindi Monti difende il mondo della politica: ”Io ho visto una politica migliore di quella che immaginavo” e credo che ci sia “troppa enfasi” nel considerare la società civile ”immune” da responsabilità che sono state scaricate sulla politica.

”Non temo le controversie tra i governi ma l’odio tra i popoli” aggiunge il premier tornando a parlare del vertice dei capi di Stato e governo europei che ha proposto di tenere a Milano per riflettere sull’Europa. Ha spiegato che si tratta di un tema politico, cioè  ”come evitare che i cittadini europei puntino l’arma, per ora solo della critica, gli uni contro gli altri. Sarebbe disastroso se si ricreassero antagonisti”.

Dopo la classe politica Monti difende anche gli italiani: ”Spesso si è pensato che gli italiani siano ingovernabili: io credo che la domanda di governo c’è presso gli italiani”, ma che ”qualche volta e’ mancata l’offerta di governance all’altezza dei problemi”.

Ad un certo punto il discorso di Monti si trasforma in una sorta di saluto di fine legislatura. Il presidente del Consiglio inizia con una serie di ringraziamenti a raffica. Prima di tutto Monti ha voluto ringraziare uno dei suoi oppositori più aspri, il segretario della Lega Roberto Maroni, con ”convinzione e calore sul passato” durante il Forum Ambrosetti. Monti ha ricordato, come aveva già  fatto in passato, di aver proposto a Maroni di entrare nel suo governo, prima che la Lega decidesse di non sostenerlo. ”Sono pieno di comprensione per la decisione della Lega di non aderire al governo – ha aggiunto – e contento di aver trovato nella Cancellieri un ministro dell’Interno di valore”. Poi il premier e’ tornato ancora indietro con i ricordi a luglio 2004 quando avrebbe voluto essere confermato commissario europeo, ma Berlusconi gli disse, ha raccontato, di avere problemi con la maggioranza, soprattutto con l’Udc che voleva Buttiglione. Allora Maroni disse ”sosterro’ Monti perche’ e’ varesino”. ”Io gli telefonai per ringraziarlo – ha concluso – e mi permisi di dirgli se poteva aggiungere qualche altra cosa in ulteriori dichiarazioni e infatti lui disse ‘sosterro’ Monti anche perche’ e’ varesino”’

Arriva anche il grazie “per la lealtà e l’appoggio” a Silvio Berlusconi cui Monti in passato non ha risparmiato stoccate come quella sullo spread alle stelle in caso di sua permanenza al governo, in un’intervista al Wall Street Journal. Ringraziamenti anche ad Angelino Alfano nei cui confronti Monti ha parlato di ”sentimenti di stima profonda”.    ”Ci conoscevamo poco o niente. Ci siamo trovati in questi mesi in situazioni che potevano essere molto, molto difficili – ha detto -. A volte lo sono state, ma credo di avere trovato in lui una persona di grande lealta’ e di dare un contributo molto importante alla ricerca di questo equilibrio”.

Prima di parlare Monti ha ancora una smentito l’ipotesi di un Monti bis. ”Il mio orizzonte – ha spiegato – finisce ad aprile 2013. Nessun dubbio”. E nel suo discorso ha aggiunto: “Mi rifiuto di pensare che in un grande Paese democratico come l’Italia non si possa eleggere un leader che sia in grado di guidare il Paese”.

Scudo anti spread. Monti torna a parlare anche dello scudo anti spread dicendosi contrario a condizioni aggiuntive. Non sarei d’accordo, spiega,  per offrire il petto a nuovi strali di condizionalità, un conto è condividere questi strumenti anti-spread, altro la perdita asimmetrica della propria sovranità. Abbiamo fatto inserire nell’arsenale europeo uno strumento per non far alzare gli spread nei Paesi non dico non virtuosi, ma diciamo che non erano in massima virtù, – ha premesso il premier rispondendo a chi gli chiedeva se la richiesta di aiuti all’Europa non comporti una cessione di sovranità. Magari – ha proseguito il presidente del Consiglio secondo quanto riferito all’Ansa da alcuni presenti – a perdere asimmetricamente la propria sovrananità possono essere anche altri Paesi, ma vedo alcuni inconvenienti anche in questo: a cominciare dal fatto che abbiamo sempre detto ai cittadini che i sacrifici fatti sono per il loro futuro e per quello dei loro figli e non perche’ ce li chiedeva l’Europa.