Monti: “Missione Unifil? Esempio di cosa sa fare l’Italia unita”

Pubblicato il 7 Aprile 2012 19:40 | Ultimo aggiornamento: 7 Aprile 2012 20:03

SHAAMA (SUD DEL LIBANO) – ''Qualche volta in Italia notiamo, a torto, le divisioni'' ma ''e' una sorpresa vedere cosa l'Italia riesce a fare quando agisce con unita' ed entusiasmo''. Il premier Mario Monti porta il saluto del governo e del popolo italiano, nonche' gli auguri di Pasqua, al contingente italiano della missione Unifil in Libano e nella Base di Shaama, nel sud del Paese, tornata da poco sotto il comando italiano del generale Paolo Serra, ribadisce che l'Italia ''manterra' l'impegno, nonostante il momento difficile'' legato anche alla crisi.

Anche perche' – spiega – parte dell'impegno e' proprio ''costruire una piena credibilita''' del Paese in Europa e nel mondo e in questa direzione esperienze come quella della missione in Libano ''rientrano nel compito''. Il premier, ricordando anche il via libera di ieri del Cdm alla legge delega sulla difesa mirata ad una ''efficienza ed efficacia pur razionalizzando i costi'' si dice ''orgoglioso del lavoro dei militari italiani in Libano''.

Rimarcando, piu' volte, la formula italiana ''integrata'', un'approccio che sa collegare cioe' la dimensione militare con quella civile e di sostegno alla popolazione locale. ''L'approccio piu' giusto'', prosegue Monti sottolineando e non dimenticando i ''sacrifici, a volte anche di sangue, che queste missioni comportano''. Missioni che pero' – ribadisce – registrano un ''grandissimo apprezzamento''.

''Ci troviamo in una fase delicata per la sicurezza e la stabilita' dell'area della missione'', ha detto il premier di fronte al contingente italiano nella base libanese ricordando che tale fase e' ''determinata prima di tutto dagli effetti della crisi siriana e dall'attivismo di gruppi terroristici''.

''Si tratta di uno sforzo importante per il nostro Paese, ha proseguito rivolgendosi ai nostri militari. ''Tutti gli italiani, in Patria e all'estero, sono uniti dall'aggettivo 'italiano': e voi contribuite in modo significativo alla quotazione dell'aggettivo 'italiano''', a ribadito il professore.