Monti: “Per ridurre le tasse bisogna aspettare”

Pubblicato il 21 Febbraio 2012 14:37 | Ultimo aggiornamento: 21 Febbraio 2012 14:57

BRUXELLES – Per un beneficio ”quantitativo” per i contribuenti dalla lotta all’evasione ”bisogna aspettare un momento”, ma non e’ detto che cio’ significhi dover aspettare il 2014 visto che qualcosa puo’ essere fatto anche prima. Cosi’ il premier Mario Monti da Bruxelles. ”Potremmo forse, venerdi’ nel prossimo consiglio dei ministri, istituire un fondo dove far confluire i ricavi dalla lotta all’evasione, in attesa di verificare la loro entita’ e la loro destinazione”, ha detto il premier.

Monti ha di fatto smentito che nel prossimo Cdm ci saranno interventi a riduzione delle tasse grazie alle entrate derivanti dall’evasione fiscale. ”Ho letto anche io negli organi di stampa tempi, obiettivi e scansioni del girare i risultati della lotta all’evasione in benefici per i contribuenti onesti”, ha premesso il presidente del Consiglio in conferenza stampa a Bruxelles. ”Sapete che andiamo coi piedi di piombo, nell’interesse dei cittadini, e non abbiamo contabilizzato nessun beneficio dalla lotta all’evasione, ma ce ne attendiamo di robusti di benefici, per le azioni condotte, per gli strumenti a disposizione e per il cambiamento di psicologia nel Paese”.

Tuttavia, ha proseguito, ”non ci sara’ questo venerdi’ nel Cdm, come a leggere alcune speranze parrebbe, una serie di misure di riforma fiscale rivolte anche a questo obiettivo; c’e’ un’importante serie di misure di semplificazione fiscale, e credo che l’azione – che io credo debba essere necessariamente un po’ vigorosa per combattere l’evasione – debba poi rifluire in beneficio della collettivita’ in termini di finanza pubblica piu’ sicura e solida, ma anche in termini di beneficio quantitativo ai contribuenti onesti. Un aspetto del beneficio quantitativo per i contribuenti privati e le imprese – ha sottolineato Monti – e’ quello di un sistema fiscale piu’ semplice e su questo avremo diverse cose nel provvedimento di venerdi”’.

Per quanto riguarda ”invece un ristoro e un ristorno quantitativo dei benefici dall’evasione bisogna aspettare un momento”. Lo stesso premier ha pero’ fatto capire che un intervento di riduzione delle tasse potrebbe arrivare prima del 2014: e’ affrettato dire che ”nel 2013 c’e’ il pareggio di bilancio e quindi solo da allora si puo’ cominciare a sorridere da parte del fisco”, ha spiegato. ”Non e’ detto” che sia cosi’, ha proseguito, ”perche’ il pareggio di bilancio, che resta un obiettivo fondamentale per il 2013, puo’ essere perseguito con varie combinazioni di entrate e uscite e quindi ci riserviamo di disegnare un profilo tenendo conto di tutte le circostanze, compresa la legittima aspettativa del contribuente  onesto a vedere, non dico premiata la propria onesta’ perche’ l’essere onesti e’ un dovere”, ma perlomeno a vedersi ”riconosciuto” il proprio comportamento.

”Sapete che andiamo coi piedi di piombo, nell’interesse dei cittadini e dei contribuenti, e non abbiamo contabilizzato nessun beneficio dalla lotta all’evasione, ma ce ne attendiamo di robusti di benefici, per le azioni condotte, per gli strumenti a disposizione” delle forze dell’ordine ”e per il cambiamento di psicologia nel Paese”, ha aggiunto il premier.