Monti piace al 58% degli italiani: più a Nord e l’ok pesa su Pdl e Lega

Pubblicato il 30 Gennaio 2012 9:51 | Ultimo aggiornamento: 30 Gennaio 2012 9:55

Mario Monti (Lapresse)

ROMA – I numeri dei sondaggi raccontano che il governo di Mario Monti piace al 58% degli italiani, ma l’Italia non è convinta allo stesso modo. C’è il Nord più speranzoso nel nuovo esecutivo e il Sud più dubbioso. A unire l’Italia (il 56% secondo i dati Demos) è l’apprezzamento degli scioperi contro la riforma del lavoro e altri provvedimenti.

Il Pdl, visti i risultati dei sondaggi, dovrebbe riflettere perché – dice Alessandra Ghisleri di Euromedia Research- il 75% dei settentrionali sostiene il governo del professore e vorrebbe durasse fino al 2013.  «Il 75% dei cittadini del Nord dà sostegno al Governo e vuole che duri fino al 2013, al Sud la percentuale si riduce fino al 60%, mentre la media nazionale è del 65%. Il dato nazionale – racconta la Ghisleri – è del 56,7%, quello del Nord supera di un po’ il 60%, quello del Sud è di poco più basso del 50%. Vorrei chiarire che la fiducia riassume una serie di indicatori come la competenza, la credibilità, la capacità di riuscita e che è risalita dopo essere scivolata molto in basso subito dopo la manovra. Va detto, poi, che Monti è visto come un “buon prodotto” del Nord».

Sarebbe meglio fare qualche conto in casa anche per la Lega Nord, visto che molti elettori promuovono le liberalizzazioni di Monti secondo un sondaggio di Radio Padania (l’80% sta con il governo). «Siamo più o meno nella stessa fase del ’97-’98 quando Bossi scelse di fare la guerra all’Europa e all’euro e di alzare i toni per salvare il partito. Se si ricorda anche in quel periodo ci fu una scissione in Veneto così come oggi ci sono divisioni interne. Dunque, l’obiettivo del Senatur appare lo stesso: salvare la nave-Carroccio dando fiato all’ala più estrema dei militanti. E questo comporta lo scollamento con quell’area di elettori più moderati del Nord che invece vuole Monti per uscire dalla crisi», spiega Ghisleri.