Quale Thatcher? “Lavoro, resa di Monti”: visto da fuori credito esaurito

Pubblicato il 6 Aprile 2012 11:53 | Ultimo aggiornamento: 6 Aprile 2012 12:20

ROMA – Il paziente Italia, lungi dal liberare il posto letto, è sempre sotto osservazione: gli ultimi bollettini medici non sono per nulla rassicuranti ma finora la fiducia nella cura del dottor Monti lasciava presagire una convalescenza quasi tranquilla. Ora però, il passo indietro sull’articolo 18 ha deluso profondamente quegli stessi giornali finanziari che orientano i giudizi degli investitori internazionali e che avevano scommesso sulla sua capacità di sanare il paese. Wall Street Journal e Financial Times hanno decretato la fine della luna di miele. La copertina di Time che immortalava il professore come colui che avrebbe salvato l’euro è prematuramente impallidita.

Avevano creduto in un Monti stile Thatcher, devono arrendersi all’evidenza di una riforma nata piccola e cresciuta inconsistente. Si erano illusi, con la riforma delle pensioni, che non avrebbe fatto sconti ai sindacati e al partito che li sostiene. E il paragone, invece che con la Lady di Ferro, adesso il Wall Street Journal lo fa con il soccombente, debole con le Unions, dimenticato suo predecessore Ted Heath. Il fantasma di Scargills, il leader sindacale inglese, riappare sotto le sembianze di una Camusso o di un Bersani.

L’ultimo bollettino medico, dicevamo, è impietoso. Sul lavoro: quel 9,3% di disoccupazione dei dati ufficiali, in linea con la media europea, nasconde il pericoloso 56,9% di occupati, bassissimo indice di partecipazione al lavoro che va confrontato con il 72,8% tedesco, ma anche con il 64, 5% portoghese e il 66,8/% americano, già considerato tutt’altro che lusinghiero. Significa, sostengono in coro i quotidiani del business mondiale, che una fetta gigantesca di italiani è escluso dal mondo del lavoro e certo non è sfuggito l’ulteriore incremento dell’1,4% del costo del lavoro alle imprese sui contratti a termine.

L’unico modo, insistono, per aggirare le troppo onerose regole sull’impiego stabilizzato con i contratti a tempo indeterminato. Bassa occupazione, altissima pressione fiscale, tassi di interesse ancora elevati nonostante il raffreddamento recente, recessione: quello 0,4% di calo del Pil nel 2012 stimato dal Governo è considerato semplicemente un’utopia. Il corrispondente del Wall Street Journal ci va giù duro: Monti era stato chiamato per allontanare l’Italia dall’abisso in cui è precipitata la Grecia, questa riforma del Lavoro è una resa che la consegna a coloro che sull’orlo dell’abisso ce l’avevano portata.