Moratti: “Pisapia ha violato il silenzio elettorale”. Replica: “Riveda la legge”

Pubblicato il 29 Maggio 2011 8:35 | Ultimo aggiornamento: 29 Maggio 2011 8:35

MILANO – L’ultima battaglia tra Letizia Moratti e Giuliano Pisapia, nell’immediata vigilia del ballottaggio, è sul silenzio elettorale. Il sindaco uscente accusa: “Pisapia l’ha violata”. La replica è affidata al portavoce di Pisapia, Maurizio Baruffi: “La Moratti ha fatto propaganda indiretta, che pure è vietata dalla legge”.

A innescare la polemica è stata quindi la Moratti: “Sono venuta a conoscenza che Giuliano Pisapia ha reso oggi dichiarazioni pubbliche, riprese dalle agenzie di stampa, sul ricordo di Walter Tobagi, innocente vittima del terrorismo”.

E continua: “Di questa evidente violazione delle regole e dei comportamenti da tenersi nella giornata di silenzio elettorale intendo informare il Capo dello Stato Giorgio Napolitano auspicando le garanzie istituzionali affinchè la competizione elettorale in corso a Milano si concluda serenamente e nel rispetto delle norme della convivenza civile. Di questo ho già informato il Prefetto di Milano per quanto di sua competenza diretta”.

A scatenare la Moratti è stata questa nota di Pisapia battuta dalle agenzie il 28 maggio: “Il 28 maggio del 1980, trentun’anni oggi, Walter Tobagi, giornalista coraggioso del Corriere della Sera, che indagava sugli “anni di piombo” in Italia, fu ucciso dai terroristi a Milano. Il suo nome rimane anno dopo anno un punto di riferimento della difesa della democrazia italiana. Quell’assassinio non ha cancellato ciò che Tobagi rappresentava. Lo ricordo oggi con le parole che per lui ebbe uno dei protagonisti della resistenza italiana, Leo Valiani: “L’Italia repubblicana non ha fatto, sotto i colpi del terrorismo, la stessa fine dell’Italia liberale sotto i colpi dello squadrismo. Lo si deve anche ad uomini come Tobagi ed al loro sacrificio. Buono, generoso quale era, se fosse rimasto in vita, non se ne vanterebbe. Ma noi gli dobbiamo sempre un accorato omaggio!”.

Baruffi, nella serata del 28 maggio, ha risposto alla candidata del centrodestra: “Letizia Moratti dovrebbe conoscere l’art.9 della legge 212 del 4 aprile 1956, e successive modificazioni, che regolamenta il silenzio elettorale. Se lo avesse letto non avrebbe disturbato nè il Prefetto nè tanto meno il Capo dello Stato e viceversa – controbatte – avrebbe evitato di girare la città tra teatri e oratori nel giorno in cui sono vietate, come recita il comma 1 dell’articolo citato, le riunioni di propaganda elettorale diretta o indiretta in luoghi pubblici o aperti al pubblico”.