Morgando lascia il Pd: “Piemonte assente dal governo Letta”

Pubblicato il 3 Maggio 2013 15:30 | Ultimo aggiornamento: 3 Maggio 2013 15:30
Morgando lascia il Pd: "Piemonte assente dal governo Letta"

Gianfranco Morgando (Foto Lapresse)

TORINO – Nel governo di Enrico Letta non ci sono rappresentanti del Piemonte: per questo il segretario regionale del Pd regionale, Gianfranco Morgando, ha deciso di dimettersi.

La motivazione nella durissima lettere di dimissioni inviata al presidente dell’Assemblea Regionale Pd Andrea Giorgis. “Sono senza parole. Viene penalizzata in modo indegno l’unica grande regione del nord in cui il Pd ha conquistato il premio di maggioranza al Senato, e che ha contribuito con 34 eletti alla composizione della nostra rappresentanza parlamentare. Si impedisce al Pd del Piemonte di dare il suo contributo, nell’azione di governo, alla soluzione dei problemi drammatici della nostra Regione. Lo giudico un atto di insipienza politica gravissimo, oltreché un oltraggio alla nostra dignità ed al nostro impegno di questi anni”.

Ma le critiche per l’esclusione del Nord Ovest dal governo Letta sono bipartisan. Laura Ravetto, di Cuneo, responsabile propaganda del Pdl, commenta: “Bene la squadra Pdl al Governo, ma c’è rammarico che il nord-ovest sia drammaticamente scoperto. Come è possibile che il partito non abbia espresso, ad esempio, neppure un rappresentante del Piemonte o della Liguria a fronte di un’amplissima rappresentanza del centro-sud?”.

Stessi toni dal deputato del Pd Umberto D’Ottavio: “Il Piemonte non ha un ministro, non ha un vice ministro e neanche un sottosegretario – commenta il deputato Pd Umberto D’Ottavio – L’atteggiamento sabaudo non ha pagato, anzi. Sarà per questo più difficile fare arrivare nel Consiglio dei Ministri le ragioni e le emergenze della nostra regione, a cominciare dal tema della cassa integrazione, degli esodati e della rete di protezione sociale sempre più in crisi. Toccherà ai parlamentari piemontesi, su ogni provvedimento, ricordare che non ci si può dimenticare del Piemonte non solo nell’interesse regionale, ma soprattutto per il ruolo nazionale che ha realtà piemontese”.