Morisi, Salvini sospetta: “Proprio la settimana del voto…”. Pm gli risponde: “Noi non siamo stati”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Settembre 2021 - 08:45| Aggiornato il 2 Ottobre 2021 OLTRE 6 MESI FA

Morisi, Salvini sospetta: Proprio la settimana del voto… Pm gli risponde: Noi non siamo stati

Matteo Salvini sospetta, vede una manina dietro la vicenda di Luca Morisi e la cocaina trovata in casa, vede una regia da parte di qualcuno che punta a far perdere voti alla Lega. Secondo Salvini infatti l’inchiesta e i particolari su quanto successo al capo comunicazione della Lega, sarebbero dovuti rimanere privati. Inoltre il leader della Lega sospetta anche che fare uscire le notizie proprio in questa settimana sia stata una scelta fatta apposta per screditare il suo partito in vista delle elezioni comunali di domenica prossima. Ma chi è stato?

Il pm del caso Morisi risponde a Salvini

La procuratrice di Verona che gestisce l’indagine su Luca Morisi, in un’intervista al Corriere della Sera, risponde alle dichiarazioni di Salvini che ha parlato di un “attacco alla Lega” a “cinque giorni dalle elezioni”. “Ho l’assoluta certezza che nulla è stato detto da noi e posso assicurare che nulla è stato detto dai carabinieri, quindi sinceramente non capisco proprio questa uscita. Del resto per noi parlano i fatti – dice – Trattiamo questo fascicolo come tutti gli altri. Peraltro si tratta di una storia banale che risale alla scorsa estate. La perquisizione è avvenuta a metà agosto, che motivo avremmo avuto di far uscire adesso la notizia?”.

La denuncia un mese e mezzo fa

“Chi dice cose tanto assurde dovrebbe anche spiegare quale sarebbe stato il nostro interesse. Altrimenti è solo un insulto all’intelligenza delle persone”, aggiunge il pm. Sul perché di questa inchiesta si parli solo ora, afferma: “Noi non abbiamo avuto alcun ruolo nella gestione di questa notizia e quindi non so davvero che cosa rispondere. Lo ripeto, non abbiamo alcun interesse per gli effetti sull’elettorato e mai, ribadisco mai, abbiamo pensato a strumentalizzazioni delle inchieste. E poi basta analizzare le date per capire che siamo rimasti sorpresi anche noi da tutto questo clamore”.

La denuncia risale al 14 agosto, per noi è un fatto antico. Abbiamo effettuato i nostri accertamenti e nulla è mai emerso. È rimasto tutto segreto fino a che non sono state rese note le dimissioni dall’incarico”, precisa. “Sono in magistratura da 44 anni, conosco le dinamiche perfettamente, ma non accetto illazioni sul nostro lavoro”.