Morte tunisino a Empoli, Gasparri: troppi magistrati prevenuti verso Polizia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 gennaio 2019 13:29 | Ultimo aggiornamento: 21 gennaio 2019 13:29

Morte tunisino a Empoli, Gasparri: troppi magistrati prevenuti verso Polizia

Roma-  La vicenda del cittadino tunisino morto probabilmente per arresto cardiaco a Empoli il 17 gennaio durante un’operazione di polizia ha suscitato da più parti commenti e reazioni.

Per il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri le dichiarazioni della giunta dell’Associazione nazionale magistrati (Anm), in seguito alle parole di Matteo Salvini dopo la morte del tunisino,“confermano il pregiudizio di troppi togati nei confronti delle forze di polizia”.

Il ministro dell’Interno, pur nel rammarico per la morte del trentunenne, aveva rivendicato il diritto della polizia ad usare le manette per fermare una persona violenta e la giunta dell’Anm, valutando le dichiarazioni di Salvini come inopportune e non rispettose delle prerogative della magistratura, aveva a sua volta rivendicato l’esclusiva competenza della magistratura a dirigere le attività investigative.

A tal proposito ha così commentato il senatore forzista:

“A che titolo parla la giunta Anm sulla vicenda di Empoli? Vogliono emettere sentenze anticipate contro la Polizia di Stato? Ovvio che debbano essere fatti rigorosi accertamenti sulla morte della persona trattenuta dopo aver dato luogo a una serie di aggressioni. Ma il vertice Anm parla con arroganza, confermando il pregiudizio di troppi togati nei confronti delle forze di polizia. Siamo rattristati da queste parole, si dimentica tra l’altro quanti poliziotti e carabinieri sono morti accanto a magistrati di elevatissimo valore morale.

Gasparri ha così concluso: “Assumerò iniziative parlamentari perché questa ennesima sortita dell’Anm merita repliche decise, vigorose, severe. Magistrati così sono un problema per la Repubblica”.

Un decesso, quello del tunisino, che si sarebbe potuto evitare se i poliziotti avessero avuto il taser, almeno secondo l’opinione degli stessi agenti, rappresentati da Stefano Paoloni, segretario generale del sindacato autonomo di Polizia. 

La vittima aveva dato in escandescenze davanti a un money transfer di Empoli la sera del 17 gennaio . Dopo l’arrivo della polizia, chiamata dal titolare, aveva avuto un malore ed era morto, probabilmente per un arresto cardiaco.

Le indagini della magistratura e gli accertamenti delle forze di polizia sono ancora in corso.

Secondo una prima ricostruzione, l’uomo era arrivato al money transfer per versare dei soldi, ma quando il titolare l’’aveva accusato di aver presentato una banconota da 20 euro falsi aveva dato in escandescenze. Il titolare del negozio aveva chiamato polizia e 118, con gli agenti che per calmarlo gli avevano messo le manette ai polsi e ai piedi, dato che continuava a scalciare. 

Ecco quali erano state le dichiarazioni del 19 gennaio del ministro dell’Interno sulla sua pagina Facebook: “Buon sabato ai poliziotti che a Empoli facendo il loro lavoro hanno ammanettato un violento, un pregiudicato che poi purtroppo è stato colto da arresto cardiaco. Se i poliziotti non possono usare le manette per fermare un violento, ditemi voi cosa dovrebbero fare, rispondere con cappuccio e brioche?”.

La Giunta dell’Anm aveva così replicato:

“Le dichiarazioni del Ministro dell’Interno rese a seguito del decesso di un cittadino tunisino nel corso di una attività di polizia appaiono inopportune e non rispettose delle prerogative della magistratura. Sarebbe stato necessario attendere la conclusione dei doverosi accertamenti che stanno coordinando i magistrati, gli unici ad essere competenti, sulla base di rigidi parametri costituzionali, a dirigere le attivita’ investigative in corso volte all’accertamento dei fatti”.