Morto Mancuso, l’ex ministro che ruppe con Berlusconi

Pubblicato il 30 maggio 2011 23:08 | Ultimo aggiornamento: 30 maggio 2011 23:08

PALERMO – L’ex ministro della giustizia
”sfiduciato” che ruppe poi con Silvio Berlusconi: Filippo
Mancuso, nato a Palermo l’11 luglio del 1922 e spentosi oggi
all’eta’ di 88 anni, ex magistrato, entro’ in politica nel 1995,
quando fu nominato Guardasigilli nel governo Dini.

Nel maggio 1995 avvio’ una serie di ispezioni giudiziarie sul
comportamento del pool di Mani Pulite, sospettato di aver
violato le procedure nel corso delle indagini su Tangentopoli
perche’ ispirato da una forma di giustizialismo. Questa
iniziativa e le contestazioni di Mancuso alle indagini della
procura di Palermo sulla mafia gli procurarono le feroci
critiche della coalizione che sosteneva il governo.

Nell’ottobre 1995 la maggioranza, con una procedura inedita
nella storia della Repubblica, avanzo’ una mozione di sfiducia
”ad personam” nei confronti del solo ministro della giustizia.
Il 19 ottobre 1995 la sfiducia nei confronti di Mancuso fu
approvata al Senato con 173 voti favorevoli (Progressisti,
Partito Popolare, Lega Nord piu’ Rifondazione comunista), 3
contrari e 8 astenuti (al momento del voto i senatori del Polo
abbandonarono l’aula per contestare la legittimita’ della
decisione). La Corte costituzionale convalido’ la legittimita’
della sfiducia, respingendo il ricorso avanzato da Mancuso per
conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato.

Alle elezioni politiche del 1996 Mancuso fu eletto per la
prima volta deputato per Forza Italia e alle elezioni politiche
del 2001 fu rieletto alla Camera, sempre nelle file di Forza
Italia, dove rimase membro delle stesse commissioni.

Nel 2002 Mancuso torno’ alla ribalta, quando fu candidato dalla
Casa delle Liberta’ a giudice della corte costituzionale. La
candidatura fu aspramente contestata dall’opposizione, e la
situazione si trascino’ a lungo in una condizione di stallo.
Inizialmente il presidente del consiglio Berlusconi cerco’ di
persuadere l’ex ministro a ritirare la candidatura,
assicurandogli che la maggioranza lo avrebbe in parte risarcito,
anche per ringraziarlo del gesto, con la candidatura e la nomina
del professor Mario Serio, nipote dello stesso Mancuso e
componente del CSM. Ma altri componenti di Forza Italia si
opposero e la scelta definitiva ricadde su Romano Vaccarella,
compagno di studi di Cesare Previti e avvocato di Berlusconi,
che fu eletto il 24 aprile con 583 voti (con una maggioranza
richiesta di 564). Mancuso ottenne 77 voti.

In seguito a questa decisione Mancuso critico’ duramente il
presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il centrodestra, e
decise di dimettersi dal gruppo di Forza Italia e si iscrisse al
gruppo misto. Le polemiche con il centro-destra ripresero a
settembre, quando ando’ in discussione alla Camera la legge
Cirami sul legittimo sospetto. In quell’occasione Mancuso
attacco’ Berlusconi sostenendo che la legge sarebbe stata
determinata da un ricatto di Previti. Il suo mandato
parlamentare e’ terminato il 27 aprile 2006.